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		<item>
		<title>Alla scoperta della nuova archeologia</title>
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		<pubDate>17 May 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;I ricercatori parlano alla citt&#224;&#8221; &#232; l'iniziativa dell'Alma Mater- Universit&#224; di Bologna finanziata dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, all'interno della quale i ricercatori dell'ateneo bolognese escono dai loro laboratori e uffici per incontrare la cittadinanza. <br>Nel caso dell'appuntamento "La nuova archeologia? Provala per un giorno", tutti coloro che vorranno partecipare all'evento potranno scoprire le nuove tecniche e tecnologie a cui l'archeologia si affida per studiare le tracce del passato. Il progetto ce lo ha
presentato <a style="font-weight: bold;" href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=giuseppe.sassatelli%40unibo.it">Guiseppe Sassatelli</a>, direttore del Dipartimento di Archeologia, e ospite ai microfoni di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a> durante la puntata andata in onda il 15 maggio 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna. <br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>La legalità? E' un gioco da ragazzi. Ma di ruolo</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=61</link>

		<pubDate>17 May 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;I ricercatori parlano alla citt&#224;&#8221; &#232; l'iniziativa dell'Alma Mater-
Universit&#224; di Bologna finanziata dalla Fondazione del Monte di Bologna e
Ravenna, all'interno della quale i ricercatori dell'ateneo bolognese
escono dai loro laboratori e uffici per incontrare la cittadinanza. <br>Si pu&#242; parlare di legalit&#224; e corruzione anche nelle scuole e con un metodo coinvolgente, come un gioco di ruolo? Lo crede <span style="font-weight: bold;">Pierre Maurice Reverberi</span>, <a  href="http://www.stat.unibo.it/ScienzeStatistiche/default.htm">dottorando di scienze statistiche</a> all'Universit&#224; di Bologna che, insieme ad alcuni colleghi, ha
ideato il gioco "Corruttopoly", protagonista di tre appuntamenti nelle scuole bolognesi del progetto&nbsp; "Alla ricerca della legalit&#224; perduta. Gioca il tuo ruolo ". Ce lo ha raccontato nella puntata di&nbsp; <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a> andata in onda il 15 maggio 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.
<br><br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>24 ore con... (II puntata) un fisico</title>
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		<pubDate>14 May 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>La seconda puntata della serie "24h with&#8230;" ci porta nella quotidianit&#224; di un professore di acustica, impegnato nella ricerca, nella consulenza e nell'attivit&#224; didattica. <a href="http://pcfarina.eng.unipr.it/">Angelo Farina</a> &#232; professore in fisica tecnica ambientale presso l'Universit&#224; di Parma e si occupa di acustica applicata a 360&#176;: acustica subacquea ed edilizia, acustica dei teatri, rumore ambientale, metrologia acustica&#8230;
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Che bello essere pagati per fare ricerca</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=58</link>

		<pubDate>3 May 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Fare ricerca? Il lavoro pi&#249; bello del mondo. O comunque una vera e propria passione per <a style="font-weight: bold;" href="http://www.collegio.unibo.it/index.php?page=matteo-cerri">Matteo Cerri</a>, ricercatore di fisiologia umana presso l'Universit&#224; di Bologna, che si occupa di neuroscienze del sistema nervoso autonomo. La sua ultima sfida? Studiare meglio il fenomeno e i meccanismi dell'ibernazione. E tra dieci anni? Ancora "al bancone", con la voglia di curiosare nei meandri del cervello.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Alla ricerca della materia perfetta</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=57</link>

		<pubDate>30 Apr 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Manopole e comandi elettronici che manovrano grandi microscopi a scansione elettronica per andare a scoprire la struttura della materia. &#200; quello che fa <span style="font-weight: bold;">Francesca Detto</span>, fisica della materia all&#8217;<a href="http://www.imem.cnr.it/">IMEM-CNR di Parma</a>. Capire e analizzare come sono fatti alcuni materiali &#232; fondamentale per costruire dispositivi efficienti basati sulle nanotecnologie, come le celle fotovoltaiche al biossido di titanio.
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Il bello (anche estetico) del riciclo</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=20</link>

		<pubDate>23 Apr 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p><p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Ecologia, tecnologia,
materiali. E arte. Sono le parole che riassumono <a href="http://www.ecotecnomat.eu/">EcoTecnoMat</a>, il
nuovo spin-off dell&#8217;<a href="http://www.unimore.it/">Universit&#224; di Modena e Reggio Emilia</a>, ma anche
e soprattutto la ricerca e le passioni di una delle sue protagoniste,
la dottoressa Eleonora Reggiani. Tutto nasce da una curiosit&#224;: come
si unisce il rispetto per l&#8217;ambiente con il desiderio di cambiarlo,
modificarlo, rimodellarlo in modo sostenibile e con un occhio
all&#8217;estetica?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Eleonora Reggiani,
carpigiana, classe 1987, ha trovato la sua personale risposta dopo la
laurea in ingegneria ambientale all'Universit&#224; di Modena e Reggio
Emilia conclusa da una tesi su materiali sostenibili. Tesi che l&#8217;ha
portata a essere fra i fondatori di EcoTecnoMat. &#8220;Fin dal liceo ho
avuto sempre una grande passione per la scienza e la tecnologia,
nonostante forse avessi risultati pi&#249; brillanti in materie
umanistiche &#8211; afferma Eleonora &#8211; ma mi sono sempre immaginata
alle prese con la scienza, per la quale ho una passione che definirei
istintiva&#8221;. Ma i brillanti risultati sono arrivati anche in ambito
scientifico, come dimostra l&#8217;approdo a EcoTecnoMat.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Spin-off dell&#8217;Universit&#224;
di Modena e Reggio Emilia, EcoTecnoMat &#232; nato nell&#8217;ottobre del
2011. Ha l&#8217;obiettivo specifico di produrre materiali ecologici
innovativi attraverso il recupero di rifiuti e materiali di scarto.
Lo slogan &#232; eloquente: &#8220;niente deve essere buttato&#8221;. Esattamente
lo stesso spirito che ha animato Eleonora in occasione della sua tesi
di laurea, discussa nell&#8217;aprile 2011 e seguita dalla professoressa
Luisa Barbieri, anche lei parte del team di EcoTecnoMat.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">&#8220;La tesi &#232; stata una
tappa fondamentale&#8221;. In particolare, Eleonora ha studiato e la
realizzato un materiale per superfici da design ecologiche. &#8220;Mi
sono concentrata &#8211; racconta Eleonora &#8211; sul recupero di vetro
proveniente dalla raccolta differenziata e dallo smaltimento dei
rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, in particolare
da lampade fluorescenti&#8221;. Dalla campana del vetro al pavimento il
percorso &#232; breve, o quasi. &#8220;Innanzitutto il vetro viene macinato e
poi messo in impasti contenenti materie prime in diverse percentuali,
valutandone la differente granulometria, ovvero la maggiore o minore
finezza&#8221;. &#200; proprio osservando questa propriet&#224; che un impasto
maggiormente fine si &#232; rivelato, una volta cotto in forno,
maggiormente aggregabile e particolarmente adatto alla produzione di
piastrelle per la pavimentazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">La ricerca di Eleonora ha
avuto un&#8217;occhio di riguardo anche per l&#8217;arte. &#8220;L&#8217;arte &#232;
l&#8217;altra mia grande passione &#8211; afferma Eleonora &#8211; Per la
preparazione della tesi ho collaborato con un artista modenese, il
maestro d&#8217;arte Mauro Ingrami, che ha contribuito a rendere il mio
lavoro un vero e proprio connubio fra ricerca scientifica e ricerca
estetica&#8221;. Una passione, quella per l&#8217;arte, che per Eleonora va
di pari passo a quella per la scienza: &#8220;Anche in occasione di <a href="http://www.ieso2011.unimore.it/">IESO,
le Olimpiadi Internazionali di Scienze della Terra che nel 2011 si
sono tenute a Modena</a>, ho prodotto io stessa le medaglie per i
vincitori proprio utilizzando il materiale in pasta di vetro che
stavo studiando per la tesi e sul quale ho riprodotto il logo di
IESO&#8221;. Non solo piastrelle e medaglie: con il materiale in pasta di
vetro  che ha inventato Eleonora ha anche prodotto altri oggetti,
come ad esempio una lampada, in cui la vi &#232; anche una grande
attenzione al dettaglio estetico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Sul versante scientifico,
comunque, dal lavoro di tesi &#232; poi scaturita una domanda di brevetto
europeo che &#232; tutt&#8217;ora in corso di valutazione. Ma soprattutto la
ricerca di Eleonora &#232; stata anche uno dei principali motivi che
hanno spinto l&#8217;Universit&#224; a far partire EcoTecnoMat per poter
sfruttare anche le possibili applicazioni commerciali e industriali.
Impegnatissima sul versante EcoTecnoMat, che ha presentato in diverse
occasioni, fra cui la fiera del riciclo <a href="http://www.ecomondo.com/fiera/s_inertech.asp">Ecomondo</a>, Eleonora Reggiani &#232;
stata impegnata anche nell&#8217;ambito della sicurezza sul lavoro, dopo
essersene occupata in occasione di un tirocinio. &#8220;Per ora quella &#232;
una porta che si &#232; chiusa, ma spero non definitivamente: mi sono
occupata per esempio della valutazione dei rischi chimici nelle
aziende. Ho trovato quest&#8217;esperienza davvero stimolante e spero
affianchi EcoTecnoMat e la ricerca sui materiali nel mio futuro
professionale&#8221;. &nbsp;</p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>La ricerca nonostante tutto</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=21</link>

		<pubDate>23 Apr 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p><p style="margin-bottom: 0cm">&#8220;Cosa mi aspetto per il prossimo
futuro? Spero di poter finalmente finanziare in maniera adeguata le
ricerche mie e del mio gruppo su questi batteri estremofili per
vedere quanto sono davvero diffusi negli oceani&#8221;. Per una volta,
<a href="http://www.terra.unimo.it/personaledettaglio.php?user=daniele.brunelli">Daniele Brunelli</a>,
geologo dell&#8217;Universit&#224; di Modena e Reggio Emilia, vorrebbe non
essere costretto a fare le nozze coi fichi secchi e chiss&#224; che in
questa occasione <a href="http://www.nature.com/ngeo/journal/v5/n2/covers/index.html">la copertina
che <span style="font-style: italic;">Nature Geoscience</span></a> ha dedicato a <a href="http://www.magazine.unimore.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1050:nuova-scoperta-scientifica-del-dipartimento-di-scienze-della-terra&amp;catid=44:notizie&amp;Itemid=270">uno dei suoi ultimi studi</a> non
aiuti ad aprire qualche porta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><br>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Quella foto in bianco e nero &#232; la
prova che a oltre 4000 metri di profondit&#224; nella spaccatura che si
sta aprendo per effetto della tettonica delle placche e da dove
stanno fuoriscendo le rocce del mantello (lo strato pi&#249; interno
della Terra), a una temperatura compresa tra 80 e 100 gradi
centigradi c&#8217;&#232; vita. &#8220;Si tratta di batteri&#8221;, spiega Brunelli,
&#8220;che chiamiamo chemolitoautotrofi. Il che significa che per
sopravvivere sciolgono in qualche modo le rocce del mantello e ne
ricavano ci&#242; di cui hanno bisogno&#8221;. Sulla copertina del <span style="font-style: italic;">journal</span>,
le tracce delle loro attivit&#224; - per cos&#236; dire - digestive sono
quelle piccolo palline scure che si vedono incastonate nelle rocce.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><br>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non si tratta del semplice ritrovamento
dell&#8217;ennesima nicchia in cui prosperano degli estremofili.
L&#8217;indicazione che si trae dalla dorsale oceanica &#232; che &#8220;il
limite della biosfera deve essere notevolmente abbassato&#8221;, fino a
comprendere &#8220;forse una massa doppia di quella stimata finora&#8221;. In
pi&#249;, questi organismi potrebbero essere importantissimi mediatori
dei gas tra litosfera e biosfera: &#8220;dobbiamo approfondire il loro
comportamento, ma quello che abbiamo capito finora &#232; che potrebbero
essere determinanti nel ciclo globale dei gas e, in ultima analisi,
avere un ruolo decisivo nei cicli a lungo termine di gas atmosferici
come l&#8217;anidride carbonica&#8221;. Avere, quindi, un ruolo anche
nell&#8217;influenzare i cicli climatici pi&#249; lunghi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><br>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ma non &#232; finita qui, perch&#232; le
condizioni a cui sopravvivono queste colonie di batteri sono molto
simili a quelle della Terra quando &#232; apparsa la vita. &#8220;Il brodo
primordiale di cui si parla spesso&#8221;, precisa Brunelli, &#8220;potrebbe
essere stato simile all&#8217;ambiente della dorsale dove vivono questi
estremofili: studiarli, quindi, pu&#242; darci qualche indicazione utile
per capire come si sonn sviluppati i primi organismi viventi
unicellulari&#8221;. Le calde rocce del mantello come una specie di
macchina del tempo, ma con la particolarit&#224; di un&#8217;estensione non
piccola e una stabilit&#224; notevole nel tempo. Complessivamente,
infatti, sono pi&#249; di 60 mila i chilometri di dorsale presenti sulla
Terra, in una conformazione praticamente identica negli ultime
centinaia, se non migliaia, di anni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><br>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ultimo aspetto interessante di questi
batteri &#232; che nelle loro attivit&#224; metaboliche sciolgono la roccia.
&#8220;Alcuni di quelli che abbiamo trovato&#8221;, spiega Brunelli,
&#8220;potrebbero essere in grado di cristallizzare alcune sostanze che
si trovano nelle rocce: potrebbero essere usati per mettere in
sicurezza aree a rischio di frana&#8221;. Un aspetto applicativo che in
un territorio martoriato come quello italiano potrebbe essere un
aiuto tecnologico quasi insperato. &#8220;Ma se non trovi i finanziamenti
necessari per proseguire la ricerca, rischi che il resto della
comunit&#224; scientifica - che non sta certo a guardare - arrivi prima
di noi&#8221;. E sarebbe un peccato se questa incapacit&#224; che sembra
avere il sistema ricerca italiano a programmare a lungo termine si
mettesse di traverso anche questa volta, &#8220;impedendo di fatto di
restituire nel sociale attraverso le applicazioni quello che con la
ricerca di base hai intuito&#8221;. Colpi come la copertina di Nature
Geoscience all&#8217;estero possono cambiare il resto di una carriera,
qui sono l&#8217;inizio di una lunga ricerca di supporto, &#8220;possibile
solo perch&#233; ho mantenuto stretti rapporti con le realt&#224; estere fin
dai tempi in cui stavo a Parigi&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><br>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">D&#8217;altra parte, come sottolinea una
massima attribuita a un&#8217;anonima prostituta ucraina e riportata
sulla lavagna appesa nello studio di Brunelli, &#8220;di gratis c&#8217;&#232;
solo il formaggio nella trappola dei topi&#8221;.</p>
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>In equilibrio con lo smartphone</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=59</link>

		<pubDate>19 Apr 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Si usa per telefonare, mandare messaggi, navigare in rete, ma adesso lo
smartphone diventa anche un&#8217;ombra elettronica che registra i movimenti
del nostro corpo. Un gruppo di giovani ricercatori bolognesi ha
sviluppato un&#8217;applicazione in grado di controllare alcuni movimenti del
corpo e di prevedere il rischio di cadute e addirittura i primi sintomi
del Parkinson. <a style="font-weight: bold;" href="http://phd.deis.unibo.it/?phd=sabato.mellone@unibo.it">Sabato Mellone</a>,<span style="font-weight: bold;"></span> ingegnere elettronico dell&#8217;Universit&#224; di
Bologna, racconta ai nostri microfoni come funziona questo software, che
potr&#224; arrivare sul mercato dopo aver superato una serie di test che i
ricercatori stanno mettendo a punto.
L'intervista &#232; andata in onda durante la puntata di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a> del 17 aprile 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Come parlare di coscienza (e farlo bene) in 3 minuti</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=54</link>

		<pubDate>4 Apr 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=54</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>La coscienza &#232; un argomento vastissimo che non si pu&#242; raccontare in breve tempo. Forse. <a href="http://www.collegio.unibo.it/index.php?page=matteo-cerri">Matteo Cerri</a>, neuroscienziato dell'Universit&#224; di Bologna ha colto la sfida e ha saputo raccontare efficacemente e in tre minuti cos'&#232; la coscienza al pubblico e alla giuria di <a href="http://www.progettoinsider.it/gest/www.famelab-italy.it/">FameLab Italia</a> nella selezione bolognese, svoltasi il 30 marzo 2012. Il suo racconto, che ha fruttato a Matteo la vittoria della finale a Bologna, &#232; stato mandato in onda nella puntata di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a> andata in onda il 3 aprile 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>180 secondi per raccontare il tempo tra fisica e biologia </title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=55</link>

		<pubDate>4 Apr 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Non pi&#249; di 180 secondi di tempo per parlare del tempo. Sembra un indovinello ma &#232; quanto ha fatto Riccardo Guidi, biotecnologo e PhD student in Medicina presso il <a href="http://ki.se/">Karolinska Institute di Stoccolma</a>, per la finale di Bologna di <a href="http://www.progettoinsider.it/gest/www.famelab-italy.it/">FameLab Italia</a>. Una presentazione sul concetto di tempo a cavallo tra fisica e biologia, tanto humour e bravura scientifica. La sua voce &#232; andata in onda durante la trasmissione di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a> del 3 aprile 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>FameLab Bologna. La scienza raccontata in 3 minuti</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=56</link>

		<pubDate>4 Apr 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Sar&#224; possibile parlare di coscienza, epigenetica, derivate, caos,
differenziamento cellulare, meccanica quantistica, informatica,
intercettazioni, energie alternative, sistema immunitario e
innamoramento, batteri e molto altro in soli 3 minuti? Si pu&#242;, si pu&#242;.
Lo hanno fatto tutti i bravissimi concorrenti della selezione bolognese
di FameLab, il talent show scientifico ideato dal Festival di Cheltenham
e supportato dal British Council, arrivato anche da noi in Italia da
quest&#8217;anno, grazie a Psiquadro. Una carrellata di voci e spunti di racconti di scienza in questo estratto andato in onda durante la puntata di Pigreco Party del 3 aprile 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.<br><br><br></p>
		]]></description>
		
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		</item>

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		<title>Monitoraggio del radon pret-a-porter</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=52</link>

		<pubDate>29 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Il radon &#232; un gas insapore, incolore e inodore. E chimicamente inerte.
Quindi &#232; innocuo? Non proprio. Prodotto dal radio nella catena del
decadimento dell&#8217;uranio pu&#242; essere molto pericoloso per i nostri
polmoni. Stanare la
presenza di radon anche nelle nostre case &#232; l&#8217;obiettivo del dispositivo
RStone, inventato e prodotto dallo spin-off <a href="http://www.rsens.it/it/">RSens</a>, frutto della
collaborazione tra l&#8217;Universit&#224; di Modena e Reggio-Emilia e l&#8217;Universit&#224;
di Trento. Ne abbiamo parlato con uno dei ricercatori del gruppo
modenese, <a style="font-weight: bold;" href="http://personale.unimore.it/rubrica/dettaglio/lrovati">Luigi Rovati</a> durante la puntata di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a> andata in onda il 27 marzo 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

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		<title>Emlia-Romagna sotto controllo per il radon</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=53</link>

		<pubDate>29 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Il radon, gas insidioso, essendo presente in quantit&#224; variabili nel suolo e nelle
rocce va monitorato con attenzione. Anche<a href="http://www.arpa.emr.it/pubblicazioni/Radioattivita/generale_1736.asp"> a livello regionale</a> si monitorano i livelli di radon in ambiente e
all&#8217;interno di edifici pubblici. La situazione nell'Emilia-Romagna &#232; tranquiliizzante, ma bisogna continuare con un'attenta valutazione della presenza di questo gas pericoloso per la salute dei nostri polmoni. Ce lo ha raccontato <span style="font-weight: bold;">Laura Gaidolfi</span>, fisica e dirigente di <a href="http://www.arpa.emr.it/piacenza/">ARPA Piacenza</a> durante la puntata del 27 marzo 2012 di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a>, andata in onda sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.<br></p>
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		</item>

		<item>
		<title>I vini di Folesano, la storia ritorna protagonista</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=51</link>

		<pubDate>26 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p><style>&#160;<!--
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--></style><span style="font-weight: bold;">Carla Cavara</span> lavorava nelle profumerie di famiglia, a Bologna. Una laurea in filosofia, marito e figli, una vita molto urbana. Poi la svolta, il ritorno a Folesano, sulle colline di Montesole. Dove, dopo essersi attrezzata con una laurea in agraria e viticoltura, ha rimesso in coltura i sei ettari di terreno che una volta erano del nonno. Studiando la storia Carla scopre che nel '600 c'erano vini che oggi sono scomparsi. E decide di provare a recuperare le antiche tradizioni ma facendo anche molta innovazione, curando il terreno con sovesci particolari, adottando le pratiche biodinamiche nella produzione enologica. Oggi<a href="http://www.folesano.it/"> la tenuta di Folesano</a> &#232; una azienda che produce e esporta vini di grande qualit&#224;. Ma rimane un posto intriso di storia, di cultura e di memoria. Anche perch&#233; a Montesole, dove sono passati etruschi, galli e dove, nell'ottobre del '44 i nazisti hanno ucciso pi&#249; di 800 civili in quella che &#232; conosciuta come strage di Marzabotto, il rispetto della memoria &#232; un ingrediente utile e necessario per entrare in relazione con l'ambiente circostante.
<br></p>
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		<title>Tutta colpa di Piero Angela</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=19</link>

		<pubDate>26 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p><style type="text/css"><!--
@page { margin: 2cm }
P { margin-bottom: 0.21cm }
A:link { so-language: zxx</style>&#8220;E&#8217; successo quando avevo dieci
anni e leggevo i libri di Piero Angela prendendoli in prestito dalla
biblioteca del paese, a Bollate. Parlavano dei misteri dei buchi neri
e io mi sono detta che da grande ne avrei svelato i segreti: avevo
deciso che sarei diventata astronoma&#8221;. Daniela Vergani non ha mai
deviato da quel proposito. Grazie alla tenacia e a &#8220;molti
sacrifici&#8221; lo scorso anno &#232; stata assunta come ricercatrice
all&#8217;<a href="http://www.iasfbo.inaf.it/">Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica</a> di Bologna&nbsp; dove ora si occupa di studiare la
formazione e l&#8217;evoluzione delle galassie che popolano l&#8217;Universo.
&#8220;A dirla tutta non ho mai davvero preso in considerazione un&#8217;altra
strada. Forse non &#232; del tutto sano!&#8221; Sa guardarsi con ironia,
Daniela, e forse questo le permette di ripensare alle difficolt&#224;
della sua scelta con un sorriso: ha girato l&#8217;Europa, dall&#8217;Olanda al dottorato in Germania, passando per le Canarie a Parigi. &#8220;Chi me la
fatto fare di rientrare in Italia nel 2005? Un fidanzato che
cominciava a perdere la pazienza...&#8221;.
<p style="margin-bottom: 0cm">Il suo lavoro si concentra su un
particolare momento della storia cosmica, attorno a 8 miliardi di
anni fa. Si tratta di un&#8217;epoca cruciale nell&#8217;evoluzione delle
galassie: nell&#8217;Universo c&#8217;&#232; un picco di produzione di stelle
(&#8220;probabilmente perch&#233; c&#8217;era una grande abbondanza di
materiale&#8221;) ed &#232; quando le galassie cominciano a differenziarsi
assumendo forma ellittica o a spirale. Il gruppo di Daniela Vergani
si &#232; concentrato sullo studio delle velocit&#224; dei gas interni alle
galassie stesse per capirne le dinamiche che le hanno portate alle
forme attuali. Mettendo in relazione la velocit&#224; dei gas con la
massa delle stelle che si trovano all&#8217;interno delle galassie
&#8220;abbiamo scoperto che esiste una correlazione tra i due parametri
che &#232; gi&#224; stata vista nell&#8217;universo locale, cio&#232; nell&#8217;universo
attuale, e che noi abbiamo capito si manifestava anche 8 miliardi di
anni fa&#8221;. Ne emerge una fotografia pi&#249; complessa di quella che si
pensava, con turbolenze interne importanti, un&#8217;irrequietezza molto probabilmente causata da vere e proprie fusioni tra galassie. Per questo si &#232;
parla anche di &#8220;abitudini alimentari delle galassie adolescenti&#8221;,
di esplosioni e di perdite di gas rapidissime.<br>&nbsp;<br>Questi studi cos&#236; raffinati nascono da
<a href="http://cosmosdb.lambrate.inaf.it/VVDS-SINFONI/">MASSIV</a>, un
programma internazionale di ricerca che sfrutta uno strumento
sofisticatissimo: <a href="http://www.eso.org/sci/facilities/paranal/instruments/sinfoni/">SINFONI</a>.
&#8220;E&#8217; uno spettrografo che opera nel vicino e nel medio infrarosso.
Rispetto a tecniche osservative precedenti, SINFONI &#232; una specie di
passaggio al 3D&#8221;. Lo strumento, infatti, &#232; in grado di osservare
contemporaneamente diversi punti di una stessa galassia, permettendo
cos&#236; di distinguere tra i moti di rotazione e i moti caotici che
sono dovuto al gas disperso al suo interno. E&#8217; un po&#8217; come se si
fosse passati da una rappresentazione bidimensionale, tipo una lastra
ai raggi X, a una tomografia o a una PET. Tutto questo ha permesso di
comprendere meglio quale sia l&#8217;effettivo movimento delle galassie.<br>&nbsp;<br>Il lavoro su MASSIV &#232; stato lungo e
<a href="http://www.media.inaf.it/press/eso-sinfoni/eso1212d.pdf">quelli appena pubblicati</a> su Astronomy &amp; Astrophysics sono
solo i primi risultati. &#8220;In tutto ci sono voluti 6 - 7 anni di
studio. Nel 2005 - 2006 abbiamo cominciato una prima campagna pilota
di osservazioni e raccolta dati, concentrandoci su poche galassie: lo
strumento era nuovo e aveva bisogno di essere testato per capire
quanto era affidabile&#8221;. Nei quattro anni successivi Daniela Vergani
e i suoi colleghi hanno impiegato pi&#249; di cento ore di osservazioni
(&#8220;si tratta di un large program&#8221;), inframmezzate da lunghe attese
per accedere allo strumento: &#8220;tu fai richiesta, ma dipende da
quanti altri gruppi l&#8217;hanno fatta e qual&#8217;&#232; la priorit&#224; delle
tue osservazioni rispetto agli altri programmi, e dipende anche dalle condizioni metereologiche. Bisogna fare i conti anche con nubi e vento&#8221;. Tutta questa
fatica a che pro? &#8220;Capire come si sono differenziate ed evolute le
galassie&#8221;, conclude Daniela, &#8220;ci permette di fare qualche
previsione sull&#8217;evoluzione dell&#8217;universo&#8221;. Oggi, infatti, non &#232;
una &#8220;momento particolare nella storia del cosmo, ma un momento come
tutti gli altri&#8221; con le galassie e l&#8217;universo intero che
continueranno a evolvere. Come? Per cominciare a rispondere bisogna
aspettare che MASSIV entri nella sua seconda fase, quando andr&#224; alla
ricerca di conferme di altri aspetti di questa storia che attendono di
essere chiariti. I buchi neri sono ancora uno degli argomenti
preferiti di Superquark e della divulgazione pi&#249; pop, ma la bambina
che leggeva Piero Angela ha svelato qualche segreto delle galassie.</p>
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>La giusta misura: la metrologia tra storia e fisica</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_animazioni.asp?idMateriale=14</link>

		<pubDate>19 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p><style type="text/css">&#160;<!--
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P { margin-bottom: 0.21cm }
--></style><style type="text/css">&#160;<!--
@page { margin: 2cm }
P { margin-bottom: 0.21cm }
--></style>Cos&#8217;hanno in comune il Risorgimento e
le costanti fondamentali della fisica? Ce lo dice la mostra &#8220;La
giusta misura&#8221;, aperta dal 2011 al <a href="http://www.museodellabilancia.it/">Museo della Bilancia</a> di
Campogalliano (MO): &#232; la metrologia il <span style="font-style: italic;">trait d&#8217;union</span> fra
l'unificazione nazionale italiana e uno dei concetti chiave della
fisica. Ne abbiamo parlato con Luca Malagoli: fisico di formazione, &#232;
uno dei curatori di una mostra sulla metrologia, la verificazione, le
unit&#224; di misura fondamentali e la loro storia; il tutto, nella
splendida cornice della collezione permanente del Museo modenese.
Malagoli &#232; anche docente di filosofia della scienza a Matera. Al
Museo della Bilancia si occupa soprattutto di ricerca e di
divulgazione.
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Dalle stelle ai reattori nucleari</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=50</link>

		<pubDate>18 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Marchigiano di nascita ma bolognese di adozione, <a style="font-weight: bold;" href="http://www.bo.infn.it/~massimi/">Cristian Massimi</a> ha studiato fisica a Bologna, dove adesso continua a lavorare. In compagnia di due computer, una montagna di <span style="font-style: italic;">paper</span> e due colleghi, Cristian spazia dall&#8217;astrofisica ai reattori nucleari, dal cronometro dell&#8217;Universo ai laboratori che al Cern, dove passa qualche periodo all&#8217;anno, misurano la sezione d&#8217;urto dei neutroni sul nucleo di diversi elementi della tavola periodica.
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Alla scoperta del sonno degli animali</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=48</link>

		<pubDate>15 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Anche gli animali sognano? E come lo fanno? Quanto sono dissimili dall'uomo? E ci sono differenze tra specie? Abbiamo chiesto un po' di dettagli su questo argomento a <a style="font-weight: bold;" href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=roberto.amici%40unibo.it">Roberto Amici</a>, fisiologo dell'Universit&#224; di Bologna che si occupa di ricerca nel campo della fisiologia del sonno animale. Ci ha raccontato come dormono le balene e non solo, nella puntata di <a href="http://www.progettoinsider.it/gest/radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party </a>andata in onda il 13 marzo 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-Radio metropolitana di Bologna.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Quando il sonno può essere un problema</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=49</link>

		<pubDate>15 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Il sonno pu&#242; essere ristoratore e un vero e proprio momento di benessere. Ma pu&#242; anche essere un problema, quando ci si addormenta pi&#249; volte nel corso della giornata in momenti anche non opportuni. Si chiama narcolessia, ed &#232; una malattia conosciuta da tempo ma che fatica a essere diagnosticata e curata per tempo. Ne abbiamo parlato con <a style="font-weight: bold;" href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=giuseppe.plazzi%40unibo.it">Giuseppe Plazzi</a>, neurologo dell'Universit&#224; di Bologna e ospite della puntata di <a href="http://www.progettoinsider.it/gest/radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco party</a> andata in onda il 13 marzo 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-Radio Metropolitana di Bologna.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>L'informatica incontra la sostenibilità</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=47</link>

		<pubDate>12 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Mettere insieme e proficuamente la computazione con lo sviluppo sostenibile pu&#242; essere una realt&#224; concreta, non solo negli States, ma anche in Europa. Ci crede fermamente <a style="font-weight: bold;" href="http://ai.unibo.it/node/334">Michela Milano</a>, professore associato presso il <a href="http://www.deis.unibo.it/DEIS/default.htm">Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica dell'Universit&#224; di Bologna</a> che lavora per creare una rete di esperti di <span style="font-style: italic;">computation sustainability</span> anche qui da noi. Intanto macina ricerche guardando sempre oltre le sue competenze di intelligenza artificiale. E, a partire da ottobre 2011, coordina il progetto europeo <a href="http://www.epolicy-project.eu/node">e-policy- Engineering the Policy-Making Life Cycle</a>, per creare strumenti informatici in grado di supportare le decisioni politiche nei piani regionali, integrando le valutazioni economiche, sociali e ambientali assieme alle opinioni dei cittadini, rispetto al tema prescelto.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>24 ore con... (I puntata) un chimico</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_animazioni.asp?idMateriale=13</link>

		<pubDate>12 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Qual' &#232; una giornata tipo di un
ricercatore? La risposta &#232; condensata in un'animazione di meno di un
minuto. La serie &#8220;24h with ...&#8221; andr&#224; a curiosare nella
quotidianit&#224; di chi si occupa di scienza e tecnologia negli ambiti
pi&#249; diversi. La prima puntata &#232; basata su un'intervista a Massimo
Sgarzi, dottorando nel gruppo di Fotochimica, presso il <a href="http://www.chimica.unibo.it/Chimica/default.htm">Dipartimento
di Chimica dell'Universit&#224; di Bologna</a>, dove si occupa principalmente
della caratterizzazione di molecole per uso biomedico.
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Scienziati in viaggio per catalogare i viventi</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=46</link>

		<pubDate>8 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p><p align="JUSTIFY">Gli scienziati e il viaggio, la ricerca e
l'avventura in luoghi lontani ed esotici. Immediato pensare a Darwin
e al suo giro del mondo sul Beagle.
Ma fra Ottocento e Novecento anche molti scienziati italiani
esplorarono il mondo contribuendo in modo importante ai dibattiti
sull'evoluzione e sulla catalogazione dei viventi. Degli scienziati-avventurieri di fine XIX-inizio XX secolo
ne abbiamo parlato con <a style="font-weight: bold;" href="http://www.stefanomazzotti.eu/">Stefano Mazzotti</a>, curatore della sezione di Zoologia dei vertebrati del <a href="http://storianaturale.comune.fe.it/">Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara</a> e autore del libro "<a href="http://www.codiceedizioni.it/libri/esploratori-perduti/">Esploratori perduti</a>", per Codice Edizioni, nella puntata di <a href="http://www.progettoinsider.it/gest/radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/"></a><a>Pigreco Party</a><a></a> andata in onda il 6 marzo sulle frequenze di Citt&#224; del Capo- Radio metropolitana di Bologna.<br></p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>La fisica della musica per la biologia delle cellule</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=45</link>

		<pubDate>5 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=45</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>La laurea in fisica in tasca pu&#242; aprire molte porte. Anche quella della ricerca, aspettando il momento e l'opportunit&#224; giusta. <span style="font-weight: bold;">Matteo Botteghi</span>, fisico di formazione e ora dottorando di Patologie Molecolari e Terapie Innovative presso l'Universit&#224; Politecnica delle Marche, svolge attivit&#224; di ricerca libera presso l'<a href="http://www.progettoinsider.it/gest/www.irst.emr.it">Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Ricerca dei Tumori di Meldola (Forl&#236;-Cesena)</a>. E si occupa di diversi progetti, mettendo a frutto le sue competenze di fisica sanitaria per nuovi approcci per la cura dei tumori. Il pi&#249; particolare? Lo studio delle onde sonore della musica sulla biologia delle cellule.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Strade sicure: dopo l'etilometro, ecco il salivometro</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=42</link>

		<pubDate>1 Mar 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=42</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p><p style="margin-bottom: 0cm">Una sperimentazione durata un anno
sulle strade bolognesi e che ha dato buoni risultati sull&#8217;uso di un
sistema non invasivo, e quindi utilizzabile in modo diffuso, per
verificare se un guidatore ha assunto, oltre ad elevate quantit&#224; di
alcol superiori, anche sostanze stupefacenti. Ce ne parla <span style="font-weight: bold;">Elia Del Borrello</span>, responsabile del <a href="http://www.dipmedsanpubb.unibo.it/Dipmedsanpubb/Risorse+e+strutture/Laboratori/tossicologiaforense.htm">Laboratorio di tossicologia forense e
medicina legale dell&#8217;Universit&#224; di Bologna</a> nella puntata di
<a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a>, andata in onda il 28 febbraio 2012 sulle frequenze di
Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.
</p>
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Il Polo Sud è un lungo racconto</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=40</link>

		<pubDate>23 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=40</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>L'Antartide non &#232; cos&#236; lontano. Presso l'<a href="http://www.bo.cnr.it/">Area della Ricerca del CNR di Bologna</a> si studia sotto vari fronti. Ma una recente attivit&#224; di comunicazione, ha portato la ricerca e l'esperienza umana dei ricercatori, che sono stati per mesi a vivere in uno dei posti pi&#249; freddi del nostro pianeta, nel racconto teatrale "Due soli" di Marcello Ranieri (ex-ricercatore del CNR) andato in scena il 21 febbraio presso il centro bolognese nella giornata-evento "Non &#232; mica uno scherzo". Ce ne ha parlato <a href="http://www.ismar.cnr.it/people/ravaioli-mariangela">Mariangela Ravaioli</a>, presidente di Area della Ricerca del CNR a Bologna, in una puntata un po' speciale di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a>, andata in onda il 21 febbraio 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.<br><br><br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Antartide: una parodia della realtà?</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=41</link>

		<pubDate>23 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Dodici spedizioni e un ventennio di frequentazione con l'Antartide. <a href="http://www.ismar.cnr.it/people/taviani-marco">Marco Taviani</a>, ricercatore dell'<a href="http://www.progettoinsider.it/gest/www.bo.cnr.it">Area della Ricerca del CNR di Bologna</a>, ha conosciuto a fondo la vita tra i ghiacci, parodia di una vita "normale". Tra feste e ricorrenze, ci si sforza di vivere come se tutto fosse normale. Ce lo ha raccontato ai microfoni di <a href="http://www.progettoinsider.it/gest/radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party </a>nella puntata andata in onda il 21 febbraio 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>13 mesi di fila in Antartide: come si fa?</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=43</link>

		<pubDate>23 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=43</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>Come si fa a resistere 13 mesi filati in Antartide tra buio e depressione legata alla luce e un ciclo giorno-notte che non esiste? Sicuramente non c'&#232; bisogno di sostanze strane. Al massimo qualche sonnifero se si ha problemi a prendere sonno. E' questa l'esperienza di <a href="http://www.polarnet.cnr.it/content/view/1340/1/lang,it/">Maurizio Busetto</a>, ricercatore dell'<a href="http://www.bo.cnr.it/">Area della Ricerca del CNR di Bologna</a> che abbiamo avuto ai microfoni di <a href="http://www.progettoinsider.it/gest/radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a>, andata in onda il 21 febbraio 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Non c'è traffico al Polo Sud. Ma al rientro...</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=44</link>

		<pubDate>23 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=44</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>Lo choc da rientro dal Polo Sud? Non proprio, ma bisogna abituarsi a tornare alla vita normale. Soprattutto al traffico affollato. E poi dopo qualche mese, bisogna pensare di progettare una nuova missione perch&#233; c'&#232; sempre necessit&#224; di controllare gli strumenti. Cos&#236; dalla voce di <a  href="http://www.isac.cnr.it/~radiclim/pagelanco/">Christian Lanconelli</a>, ricercatore dell'<a  href="http://www.progettoinsider.it/gest/www.bo.cnr.it">Area della Ricerca del CNR di Bologna</a> ai microfoni di <a  href="http://www.progettoinsider.it/gest/radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party </a>nella puntata andata in onda il 21 febbraio sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>FameLab in Italia- Selezione locale a Bologna</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=18</link>

		<pubDate>15 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=18</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p><font size="2">Tre minuti e
una manciata di parole per comunicare al pubblico un argomento
scientifico che ti appassiona. Se sei uno scienziato, un ricercatore o
un insegnante e hai voglia di mettere alla prova il tuo talento di
comunicatore, puoi partecipare a FameLab Italia.<br><br><span style="font-weight: bold;">Cos'&#232; FameLab?</span></font><font size="2"><font size="2"><br><a href="http://famelab.org/">FameLab</a> &#232; un talent show della comunicazione della scienza, in cui i partecipanti vengono giudicati da una giuria di esperti provenienti dal mondo della scienza e della comunicazione. <br>Se sono in gamba, superano le selezioni locali e la finale nazionale per concorrere alla finale internazionale, nella quale si confrontano con i vincitori della competizione in altri 19 paesi del mondo. <br>La finale internazionale si svolge a giugno durante il <a href="http://cheltenhamfestivals.com/science">Cheltenham Science Festival</a>, nel Regno Unito, alla presenza del pubblico in sala e in diretta sul web.
<br></font>FameLab &#232; un marchio registrato di Cheltenham Festivals ed &#232; promosso a livello internazionale dal <a href="http://www.britishcouncil.org/new/">British Council</a>.<br><br><br><img src="http://www.progettoinsider.it/uploadImg/FAMELAB_new.jpg" border="0"><br><br><span style="font-weight: bold;"><br>FameLab in Italia</span><br>Nel 2012 FameLab approda per la prima volta in Italia su iniziativa del British Council Italia&nbsp;in partnership con <a href="http://www.psiquadro.it/">Psiquadro</a>, cuore organizzativo del <a href="http://www.perugiasciencefest.eu/">Perugia Science Fest</a>, e <a href="http://frankburnet.com/2009/12/19/frank-burnet-consulting/">Frank Burnet Consultancy</a>.<br>Grazie alla collaborazione con quattro vivaci e affermate realt&#224; italiane nel campo della comunicazione della scienza (<a href="http://www.mtsn.tn.it/">Museo delle Scienze</a>-Trento, <a href="http://www.progettoinsider.it/gest/www.formicablu.it">formicablu srl</a>-Bologna, Perugia Science Fest-Perugia e <a href="http://www.cittadellascienza.it/">Fondazione Idis - Citt&#224; della Scienza</a>-Napoli), FameLab Italia prevede la realizzazione di 4 selezioni locali nel mese di marzo 2012.<br>Gli otto finalisti &#8211; due per ciascuna delle 4 sedi delle selezioni regionali &#8211; parteciperanno alla finale nazionale che si svolger&#224; a Perugia il 4 maggio 2012.<br>Inoltre, i finalisti avranno diritto a una masterclass di due giorni (Perugia, 14 &#8211; 15 aprile 2012), che permetter&#224; ai partecipanti di sviluppare le proprie abilit&#224; comunicative e di approfondire gli elementi base della comunicazione della scienza verso il pubblico.<br><br style="font-weight: bold;"><span style="font-weight: bold;">La selezione locale a Bologna</span><br>Bologna &#232; una delle 4 citt&#224; prescelte per la selezione locale di FameLab.<br>Venerd&#236; <span style="font-weight: bold;">30 marzo 2012</span> in orario aperitivo, dalle 18 in poi, formicablu srl, in collaborazione con l'associazione Bla Bla, aprir&#224; le porte del locale Arter&#236;a agli aspiranti comunicatori della scienza.<br>Per iscriverti all'evento, scarica sotto (<span style="text-decoration: underline;">alla fine del testo</span>) il modulo di partecipazione alla selezione locale e spediscilo compilato entro il <span style="font-weight: bold;">30 marzo 2012</span> alle ore 12.30 a:<br><span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;">bologna@famelab-italy.it<br></span><span style="font-weight: bold;">Ricorda di preparare due presentazioni in italiano per le due sessioni di selezione. <br></span>Per tutti i dettagli di come prepararsi, iscriversi, etc. visita il sito di FameLab Italia.<br>L'evento &#232; aperto e gratuito al pubblico, quindi porta amici, familiari, colleghi. E visto l'orario in cui si svolge FameLab Bologna, puoi bere qualcosa nel locale che ci ospita!<br><br><img src="http://www.progettoinsider.it/uploadImg/famelab-italia_foto.jpg" border="0"><br><span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;"></span><span style="font-weight: bold;"></span><span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;"></span><br>
<span style="font-weight: bold;">Chi pu&#242; partecipare</span></font><font size="2"><br>- studenti universitari che studiano materie in ambito scientifico, matematico o ingegneristico (che abbiano compiuto il diciottesimo anno di et&#224;)<br></font>
<font size="2">- dottorandi, assegnisti e ricercatori universitari in ambito tecnico-scientifico</font>
<font size="2"><br>- docenti universitari in materie scientifiche, matematiche o ingegneristiche</font>
<font size="2"><br>- insegnanti di materie tecnico-scientifiche di scuola secondaria in possesso di lauree tecnico-scientifiche</font>
<font size="2"><br>- persone che lavorano nell&#8217;ambito delle matematica, delle scienze e delle tecnologie applicate&nbsp;-&nbsp;per esempio ricercatori e addetti alla ricerca e sviluppo,&nbsp;addetti&nbsp;ai brevetti, statistici, tecnici informatici, consulenti per l&#8217;industria, ecc. </font>
<font size="2"><br>- persone che operano nel settore scientifico, matematico o ingegneristico presso le forze armate o corpi governativi<br><br><span style="font-weight: bold;">Per ulteriori informazioni e tutti i dettagli per prepararsi all'evento<br></span>Visita il sito di <a href="http://www.famelab-italy.it/" style="font-weight: bold;">FameLab Italia</a><span style="font-weight: bold;"><br></span>
</font>
<ul>
</ul>
<font size="2">
</font></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Maiale in piazza. Saperi e sapori a Campogalliano</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=17</link>

		<pubDate>9 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=17</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Tradizione, tecniche,
mestieri e, soprattutto, sapori tipici delle campagne della Pianura
Padana. Tutto questo è “Il maiale in piazza”: alle 9 di domenica
21 gennaio 2012, in Piazza Vittorio Emanuele II, a Campogalliano (Modena), i
visitatori iniziano ad arrivare numerosi per la terza edizione
dell'evento, organizzato dall'associazione di volontari “Il Gruppo
dell'Albero” e “Comitato Eventi”, in collaborazione con il
<a href="http://www.comune.campogalliano.mo.it/cgi/page.cgi?t=default&amp;d=1&amp;l=it">Comune di Campogalliano</a>. Partecipa anche il <a href="http://www.museodellabilancia.it/">Museo
della Bilancia</a>, per l'occasione aperto gratuitamente al pubblico. Una
partecipazione molto gradita,  spiegano al Museo, per via di una
collezione semi-permanente di bilance e strumenti di pesatura degli
animali che il Museo ospita da un paio d'anni. Grande protagonista de
<a href="http://www.museodellabilancia.it/eventi/maiale-in-piazza.html">“Il maiale in piazza” è soprattutto la “pcarìa”</a>, ovvero la
macellazione del maiale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">La sagra si divide fra la
piccola piazza e il Museo. La piazza e le vie sono gremite di
bancarelle di allevatori e agricoltori che propongono le loro
produzioni: vino, birra, salumi, formaggi, insaccati, miele,
conserve, frutta e verdura; non manca anche la bancarella dei libri.
Il Museo invece ospita bilance e alcuni dei “ferri del mestiere”
usati un tempo dai macellai e dai contadini; inoltre c'è anche un
gioco interattivo per i più piccoli e soprattutto una mostra
fotografica multimediale che riprende le foto del libro <a href="http://www.progettoinsider.it/gest/www.gilibertifotografia.it/immagini%20ok/pdf/A%27pcaria.pdf" class="">"La mora romagnola: una splendida avventura"</a>. Il libro, illustrato con le
foto di Giorgio Giliberti, illustra tutti i passaggi e i momenti
della “pcarìa”, ovvero la macellazione del maiale. E dalla
raccolta si vede come il detto “del maiale non si butta via niente”
sia proprio azzeccato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">Uscendo dal museo si
prosegue fra le vie della città, fino ad arrivare al cuore della
sagra. In piazza la pcarìa non viene riprodotta, come spiegano i
volontari del Gruppo dell'Albero, ma i visitatori possono comunque
osservare i volontari all'opera sul maiale già macellato e parlare
con i cuochi, i macellai e i volontari che stanno lavorando. È
possibile chiedere loro informazioni e curiosità sulla lavorazione
del maiale: ad esempio un volontario spiega a un gruppo di persone
l'importanza della stagionatura per i salami che verranno prodotti
durante la giornata: “Più l'insaccato riposa, anche tre o quattro
mesi – spiega il volontario – più si insaporisce. L'ideale
sarebbe farli stagionare in cantine con il “pavimento” di terra e
senza cemento, come succedeva nelle nostre vecchie case”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">“Siamo alla terza
edizione, la seconda in questa piazza” afferma Ottavio Arletti,
presidente del Gruppo dell'Albero. “Quest'anno siamo riusciti a
coinvolgere moltissimi allevatori, agricoltori e produttori, come
dimostrano le ben ottantacinque bancarelle che riempiono piazza
Vittorio Emanuele II”, racconta Arletti. Ma che cos'è il Gruppo
dell'Albero? Chi lo compone? “Siamo di fatto un gruppo di amici e
amiche, una trentina di volontari specializzati nell'organizzare
questo evento” afferma Arletti. Ma i volontari non si limitano a
organizzare e a cucinare: c'è anche l'angolo radiofonico. Una
bancarella ospita infatti “Radio Bikini”, radio ufficiale
dell'evento organizzata dal Gruppo che, con la collaborazione anche
di uno speaker della televisione locale modenese, intratterrà con
musica e parole i visitatori nel corso della giornata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">La missione principale
rimane fare quella di far conoscere le tradizioni e le tecniche
contadine tipiche della campagna dell'Emilia: “Noi portiamo in
piazza la lavorazione del maiale e la sua tradizione – afferma un
altro volontario – soprattutto per farla conoscere a bambini e
giovani che magari non sanno nulla di come venivano, e vengono,
prodotti cibi molto diffusi che amano molto e che sono legatissime
alle nostre zone. Noi invece – prosegue il volontario – abbiamo
conosciuto da vicino questa usanza e queste tecniche, e quindi siamo
molto contenti di condividerle”.&nbsp; <br></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY">La galleria di foto dell'evento "Maiale in piazza" è disponibile <a href="http://animoto.com/play/MVCHrY21pWgaOLwMbpvpew">qui</a>.<span style="text-decoration: underline;"></span><br></p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Uomo high-tech, oggi e domani</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=30</link>

		<pubDate>2 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=30</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>Le tecnologie cambiano il nostro modo di vivere, di guardare al mondo, di interagire con gli altri e di apprendere. Non solo per il fatto che gli oggetti tecnologici entrano in ogni momento della nostra quotidianit&#224;, facilitandoci molti compiti, ma anche perch&#233; ci obbligano a gesti nuovi, a nuove ergonomie, a nuove modalit&#224; di interrogazione del mondo circostante. La riflessione sul nostro rapporto con la tecnologia non si ferma per&#242; al presente ma guarda, necessariamente, anche al futuro. Ce ne parla Antonella Guidazzoli, responsabile dell'applicazione grafica e realt&#224; virtuale presso <a href="http://www.cineca.it/">CINECA</a> e curatrice della mostra <a href="http://www.cineca.it/news/luomo-al-quadrato-il-cineca-arte-e-scienza-piazza">Uomo al quadrato</a>, in collaborazione con la <a href="http://www.golinellifondazione.org/ui_fmg/homepage.aspx">Fondazione Marino Golinelli di Bologn</a>a, per la manifestazione <a href="http://www.lascienzainpiazza.it/">Arte e Scienza in Piazza 2012</a>, nella puntata di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a> andata in onda il 31 gennaio 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-Radio Metropolitana di Bologna.&nbsp;
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Dammi un polline e ti dirò dove sei</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=31</link>

		<pubDate>2 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=31</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>Pollini fossili e piccoli frutti aerei, intrappolati per secoli e millenni negli strati acidi della terra. Indizi concreti che ci dicono molto sull'ambiente passato, sul clima e il tipo di piante che si potevano trovare nelle epoche antiche. E che sono anche molto belli, da riprodurre e da disegnare. <a href="http://www.terra.unimo.it/personaledettaglio.php?user=mazzanti">Marta Mazzanti</a> del <a href="http://www.palinopaleobot.unimore.it/site/home.html">Laboratorio di Palinologia e paleobotanica dell'Universit&#224; di Modena</a>, che cura una mostra dal titolo Le Isole del tempo, in collaborazione con la <a href="http://www.golinellifondazione.org/ui_fmg/homepage.aspx">Fondazione Marino Golinelli di Bologna</a> per la manifestazione <a href="http://www.lascienzainpiazza.it/">Arte e Scienza in Piazza 2012</a>, ce ne parla nella puntata di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a> andata in onda il 31 gennaio 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-Radio Metropolitana di Bologna.&nbsp;
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Mamma scienza: il volo degli ibis</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=32</link>

		<pubDate>2 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=32</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>Due sguardi diversi per decifrare lo stesso enigma: quali sono i segreti del volo degli uccelli migratori? <a href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?upn=fabrizio.giulietti%40unibo.it&amp;TabControl1=TabContatti">Fabrizio Giulietti</a>, ingegnere del <a href="http://www.ing2.unibo.it/Ingegneria+Cesena/Facolta/Strutture+di+servizio/Laboratori/Forli/Laboratoriomeccanicavolo.htm">Laboratorio di meccanica del volo dell'Universit&#224; di Bologna</a> e il naturalista austriaco Johannes Fritz del Walldreppteam di Salisburgo hanno un interesse in comune: studiare una specie di ibis, a rischio di estinzione. E per tentare di salvaguardarla, hanno costruito un piccolo veicolo ultraleggero che fa le veci di &#171;mamma ibis&#187; provando ad effettuare l&#8217;imprinting nei cuccioli allevati allo <a href="http://www.tierpark-hellabrunn.de/?L=1">Zoo di Monaco</a>, assistendoli nei primi voli, aiutandoli nella migrazione e nell&#8217;inserimento negli stormi. Ce ne parla Fabrizio Giulietti, curatore di una mostra-percorso dal titolo Mamma scienza per la manifestazione <a href="http://www.progettoinsider.it/gest/www.lascienzainpiazza.it">Arte e Scienza in Piazza 2012</a>, nella puntata di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a>&nbsp;andata in onda il 31 gennaio 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-Radio Metropolitana di Bologna.&nbsp;
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Alla scoperta degli afidi, insetti anarchici</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_animazioni.asp?idMateriale=11</link>

		<pubDate>30 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_animazioni.asp?idMateriale=11</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>



<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><a name="productTitle"></a>Gli afidi sono l'oggetto di uno studio recentemente pubblicato su
<i>Biological Journal of the Linnean Society</i><span style="font-style: normal">
dal team di ricerca del genetista&nbsp;<a href="http://personale.unimore.it/rubrica/dettaglio/mandriol" title="Mauro Mandrioli">Mauro Mandrioli</a>&nbsp;dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Conoscere meglio gli
afidi può avere importanti ricadute non solo in biologia, ma anche
in agricoltura: gli afidi infestano numerose piante tipiche
dell'Emilia-Romagna, come i ciliegi di Vignola. Con Mauro Mandrioli e Giorgia Lombardo, studentessa dell'<a href="www.unipr.it" title="Università di Parma">Università di Parma</a>,&nbsp;che collabora con il genetista, conosceremo gli afidi più da vicino:
una specie “anarchica”, che sembra sfidare alcune leggi della
genetica...</span></p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>MonitERando gli inceneritori in ER</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=28</link>

		<pubDate>26 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=28</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml>
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<p class="MsoNormal">Monitorare le emissioni degli 8 inceneritori in Emilia-Romagna e il loro impatto su ambiente e salute dei cittadini era
l&#8217;obiettivo del progetto <a href="http://www.arpa.emr.it/moniter/" title="Moniter">Moniter</a>&nbsp;della Regione, messo in pratica da&nbsp;<a href="http://www.arpa.emr.it/" title="Arpa Emilia-Romagna">Arpa Emilia-Romagna</a>. 4 anni di studi&nbsp;profonditi, con risultati da prendere come base per ulteriori valutazioni sugli effetti delle sostanze tossiche per la salute dei cittadini emiliano-romagnoli. Abbiamo chiacchierato con Vanes Poluzzi,
coordinatore per Arpa di Moniter, nella puntata di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/" title="Pigreco Party">Pigreco Party</a>&nbsp;andata in onda il 24 gennaio 2012 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-Radio Metropolitana di Bologna.<o:p></o:p></p>
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		</item>

		<item>
		<title>40 anni di eccellenza per la ricerca sul cancro </title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=29</link>

		<pubDate>26 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml>
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<p class="MsoNormal">Quanti e quali possono essere gli inquinanti in atmosfera
che possono minare la nostra salute? Morando Soffritti, direttore scientifico
dell'<a href="http://www.ramazzini.it/" title="Istituto Ramazzini">Istituto Ramazzini</a>&nbsp;di Bologna, ci ha&nbsp;parlato delle molte sostanze
cancerogene studiate da pi&#249; di 40 anni nel centro di ricerca e clinica, fiore
all&#8217;occhiello degli studi oncologici in questo campo, non solo in italia. L'intervista &#232; andata in onda durante la puntata del 24 gennaio 2012 di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/" title="Pigreco Party">Pigreco Party</a>&nbsp;sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-Radio Metropolitana di Bologna.<o:p></o:p></p>
<!--endfragment--></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>L'unione fa la buona ricerca</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=27</link>

		<pubDate>23 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>Sembra essere il motto di <a href="http://www.magazine.unimore.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=854:leonardo-potenza-vince-premio-di-ricerca-e-lo-dona-al-suo-dipartimento-&amp;catid=44:notizie&amp;Itemid=270" title="Leonardo Potenza">Leonardo Potenza</a>, ricercatore presso il <a href="http://www.policlinico.mo.it/dipartimenti/dipartimento4.asp" title="Dipartimento integrato di Oncologia, Ematologia e Malattie dell&#8217;apparato respiratorio del Policlinico di Modena">Dipartimento integrato di Oncologia, Ematologia e Malattie dell&#8217;apparato respiratorio del Policlinico di Modena</a> e vincitore del premio Martino, assegnato dalla <a href="http://www.siesonline.it/pages/home">Societ&#224; Italiana di Ematologia Sperimentale</a>, per la ricerca di un nuovi test diagnostici nella cura di patologie che insorgono in pazienti ematologici e nuovi protocolli di immunoterapia adottiva. Ma per Leonardo Potenza il lavoro di ricerca &#232; lavoro di squadra, e da qui la condivisione del premio con i colleghi e la devoluzione della somma al Dipartimento.
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Chip eco-compatibili? A Bologna si può</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=21</link>

		<pubDate>19 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>


Chip per processori portatili o anche per devices più complessi che consumano meno energia? E' l'obiettivo di&nbsp;<a href="http://www-micrel.deis.unibo.it/~benini/" title="Luca Benini">Luca Benini</a>,&nbsp;professore di Elettronica all’Università di Bologna. Ci ha raccontato questo nuovo progetto europeo all'insegna della diminuzione dell'impatto ambientale dei sistemi elettronici nella puntata di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/" title="Pigreco Party">Pigreco Party</a>&nbsp;andata in onda&nbsp;il 17 gennaio 2012 sulle frequenze di&nbsp;<a href="www.rcdc.it" title="Città del Capo- Radio metropolitana di Bologna">Città del Capo- Radio metropolitana di Bologna</a>.</p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Il computer vecchio dove lo metto?</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=24</link>

		<pubDate>19 Jan 2012 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>
	
	
	


<p style="margin-bottom: 0cm">Smartphone, tablet, computer e
cellulari: quando diventano vecchi che ce ne facciamo? A Bologna
circolano varie iniziative per diminuire l’impatto ambientale dei
cosiddetti RAEE, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed
elettroniche. Cristina Carnevali dell’associazione <a href="visualzoo.net" title="Visual Zoo">Visual &nbsp;Zoo</a>&nbsp;racconta ai nostri microfoni due iniziative che hanno luogo in città:
“Adotta un pc” e “Opficina”, iniziative che cercano di
allungare quanto più possibile la vita dei computer. Nella puntata di&nbsp;<a href="radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/" title="Pigreco Party ">Pigreco Party</a>, andata in onda&nbsp;il 17 gennaio 2012 sulle frequenze di Città del Capo- Radio Metropolitana di Bologna.&nbsp;</p>
</p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Non tutti gli zuccheri sono uguali</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=23</link>

		<pubDate>22 Dec 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p><p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; ">Ci sono zuccheri e zuccheri, e
alcuni di questi, come l&#8217;eritritolo, possono sostituire gli
zuccheri pi&#249; comuni che abbiamo in cucina. Ne abbiamo parlato con Veronica Vallini, responsabile del settore ricerca e sviluppo di&nbsp;<a href="http://www.progettoinsider.it/gest/www.eridania.it" title="Eridania Italia Spa">Eridania Italia Spa</a>, azienda bolognese, nella puntata di&nbsp;<a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/" title="Pigreco Party">Pigreco Party</a>,&nbsp;andata in onda il 20 dicembre 2011 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo - Radio metropolitana di Bologna.</p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>La pillola va giù con un po' di zucchero. Ma l'indice glicemico va su?</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=22</link>

		<pubDate>22 Dec 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p><p style="margin-bottom: 0cm">Qualsiasi pillola va gi&#249;, e di dolci
siamo pronti a fare grandi scorpacciate sotto le festivit&#224;. Ma per
saper distinguere gli alimenti proprio dal punto di vista del
contenuto di zuccheri e del loro indice glicemico, lo abbiamo chiesto
ad Annalisa Maghetti, medico specialista in scienze
dell&#8217;alimentazione di Bologna, nella puntata di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/" title="Pigreco Party">Pigreco Party</a>&nbsp;andata in onda il 20 dicembre 2011 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo- Radio metropolitana di Bologna.</p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Guardando il cielo con il naso all'insù</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=19</link>

		<pubDate>15 Dec 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>
Qual è il ruolo dell’Osservatorio
bolognese di Loiano all’interno del progetto <a href="http://www.esa.int/export/esaSC/120377_index_0_m.html">Gaia</a>, la missione
astrometrica dell’<a href="http://www.esa.int/esaCP/index.html">ESA (European Space Agency)</a> che per 5 anni
osserverà l’intero cielo? Lo abbiamo chiesto a <a href="http://www.iau.org/administration/membership/individual/10775/"><span style="font-weight: bold;">Gisella Clementini</span></a><span style="font-weight: bold;"></span>,
ricercatrice all’<a href="http://www.bo.astro.it/index.htm">Osservatorio Astronomico di Bologna</a> nella puntata
di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a> andata in onda il 13 dicembre 2011 sulle frequenze
di Città del Capo-radio metropolitana di Bologna.
<p style="margin-bottom: 0cm"><br>
</p>
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Viaggio nel sistema solare in 20' e 3D</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=20</link>

		<pubDate>15 Dec 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=20</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>
<p style="margin-bottom: 0cm">E' un viaggio nello spazio visitando il
sistema solare in circa 20 minuti. Sfidando la velocità della luce
si potrà viaggiare dal Sole a Giove senza essere astronauti e senza
alcuna preparazione. È il viaggio che si può compiere guardando “<a href="http://www.med.ira.inaf.it/avventuranelluniversoinvisibile/index.html">Avventura nell’Universo invisibile</a>”, un cortometraggio
sulla radioastronomia in tre dimensioni. A invitarci all’evento e a
raccontarci questa avventura è Simona Righini, una delle autrici di
questo film e ricercatrice alla <a href="http://www.med.ira.inaf.it/index.html">Stazione Radioastronomica di
Medicina</a> (Bologna) nella puntata <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a> andata
in onda il 13 dicembre 2011 sulle frequenze di <a href="http://radio.rcdc.it/">Città del Capo-radio
metropolitana di Bologna</a>.
</p>
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>La matematica? Ti ottimizza la vita!</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_animazioni.asp?idMateriale=10</link>

		<pubDate>15 Dec 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_animazioni.asp?idMateriale=10</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>Davvero la matematica &#232; una disciplina astratta che poco ha a che fare con la quotidianit&#224;? <a style="font-weight: bold;" href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=andrea.lodi%40unibo.it">Andrea Lodi</a>, professore di Ricerca Operativa al <a href="http://www.or.deis.unibo.it/">Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica dell'Universit&#224; di Bologna</a>, ci racconta che gli algoritmi che mette a punto con il suo team servono a gestire meglio le aziende, la logistica e perfino le banche dati di geni. E ottimizzando questi processi, Andrea Lodi <a href="http://www.magazine.unibo.it/Magazine/Notizie/2011/10/17/Andrea_Lodi_vince_l_BM_Faculty_Award.htm">ha da poco vinto</a> il premio <a href="http://www.ibm.com/developerworks/university/innovation/">IBM Faculty Award 2011</a>.
<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Il filo conduttore pret-a-porter</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=25</link>

		<pubDate>8 Dec 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=25</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>
	
	
	


<p style="margin-bottom: 0cm">Fili di cotone intrecciati a
transistor. Tessuti hi-tech che permetteranno di monitorare il
battito cardiaco, ascoltare la musica o misurare la temperatura del
corpo. Tutto questo senza aver la paura di prendere la scossa. Questa
è la scommessa dell’ultima generazione di elettronica indossabile
di cui parla ai nostri microfoni&nbsp;<a href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=beatrice.fraboni%40unibo.it" title="Beatrice Fraboni">Beatrice Fraboni</a>,&nbsp;ricercatrice al <a href="http://www.df.unibo.it/" title="Dipartimento di Fisica">Dipartimento di Fisica</a>&nbsp;dell'Università di Bologna, nella puntata di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/" title="Pigreco Party">Pigreco Party</a>&nbsp;andata in onda&nbsp;a il 6 dicembre 2011 sulle frequenze di Città del Capo-Radio metropolitana di Bologna.</p>
</p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>La tecnologia incontra la moda, per fare didattica e ricerca</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=26</link>

		<pubDate>8 Dec 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=26</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>La moda? Sempre di più sfrutta la tecnologia. Come nel caso del nuovissimo blog&nbsp;<a href="http://spaziozonemoda.wordpress.com/" title="Spazio ZoneModa">Spazio ZoneModa</a>, nato come luogo di didattica e di ricerca per la sperimentazione, per i corsi di laurea nel campo della moda del Polo universitario di Rimini. Ce ne parla Celeste Priore, una delle curatrici dello spazio web nella puntata di Pigreco Party andata in onda il 6 dicembre 2011 sulle frequenze di Città del Capo- Radio metropolitana di Bologna.</p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Memoria, racconti e tutto il resto</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=16</link>

		<pubDate>8 Dec 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=16</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>

<p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; " align="JUSTIFY">Il
rifugio ha l'aspetto placido di un giorno di tardo autunno a Rimini,
quando la città e l'intera riviera romagnola hanno potuto già
sgranchirsi le ossa dopo la fatica della stagione estiva. Dietro a un
caffè su piazza Tre Martiri, dove gli anziani si fermano a prendere
un po' di sole mattutino discutendo in capannelli, non si ha
l'impressione di entrare in un luogo votato alla tutela: ci si
aspetterebbe almeno qualche guardiano all'entrata, un segno
distintivo. Eppure è qui, in una piccola <i>dependance</i> del Polo
Scientifico di Rimini che ha il suo ufficio&nbsp;<a style="font-weight: bold;" href="http://insider.formicablu.it/gest/www.paolosorcinelli.it" title="Paolo Sorcinelli">Paolo Sorcinelli</a>,&nbsp;storico che ha dedicato parte della propria ricerca allo studio della
memoria orale. «È nato tutto dal mio corso di storia sociale»,
racconta caricando la pipa, «quando ho chiesto agli studenti di
raccogliere in prima persona una “storia di vita” andando a
ficcare il naso negli album di foto di famiglia». Era il 2004 e da
allora l'archivio fotografico, da cui sono stati anche ricavati
diversi libri fotografici che raccontano per argomenti la storia
della regione, è cresciuto a dismisura fino a oltrepassare quota 25
mila immagini. «Ne abbiamo anche prestate un po' per la mostra sul
centocinquantesimo anniversario dell'unità nazionale, oltre ad
averle concesse per documentari e servizi televisivi», sorride
Sorcinelli, con il sorriso di chi parla di un tesoro. Sono tutte
storie che sarebbero andate perdute, dimenticate, sepolte, non fosse
stato per lo sforzo documentativo di Sorcinelli e dei suoi
collaboratori. Ecco perché il suo ufficio dietro la piazza, anche se
non lo sembra, dovrebbe essere indicato come rifugio: un “rifugio
per le storie di vita”.</p>
<p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; " align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; " align="JUSTIFY">Si
fosse fermato tutto a questo livello, non ci sarebbe stato niente di
straordinario da raccontare. La storia sociale, una branca negletta
fino a poco tempo fa dell'indagine storica, nel secolo scorso ha
conosciuto un crescente interesse da parte della comunità
scientifica internazionale. Come scrive Luca Gorgolini, ricercatore
del “giro” di Sorcinelli, il Novecento ha visto l'ingresso sulla
scena di «attori per lungo tempo esclusi dalla Storia». Non si
tratta solamente di eventuali testimoni consapevoli, ma di veri e
propri nuovi angoli dai quali osservare il mondo e, <font face="Verdana, sans-serif"><i>ç</i></font><i>a
va san dire</i>, le storie e la
Storia. Vi ritroviamo i cambiamenti del centro storico di Rimini nel
corso dei decenni, come sono raccontati dai suoi stessi abitanti, ci
sono le fotografie di <a href="http://insider.formicablu.it/gest/www.imago.rimini.unibo.it/default.htm" title="ImaGo">ImaGo</a>&nbsp;che raccontano visivamente le trasformazioni del territorio. Ma c'è
anche la «redazione estesa», che esce dall'ambito del laboratorio
sulla memoria del quotidiano e che «oramai si estende a tutte le
regioni, anzi a tutte le province italiane». Si tratta
dell'esperienza di «Catturare le storie» che ha fatto e sta facendo
confluire a Rimini un patrimonio di storia sociale e memoria che
raccontano a forti colori come è cambiato e come sta cambiando il
nostro Paese.</p>
<p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; " align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; " align="JUSTIFY">Il
piccolo grande tesoro di storie di vita che Paolo Sorcinelli, con i
suoi collaboratori e i suoi studenti, ha raccolto attraverso video
interviste, raccolte fotografiche e audio, ha però la particolarità
di trovarsi, almeno parzialmente on line, sul sito dell'<a href="http://insider.formicablu.it/gest/www.archiviodellevoci.eu/" title="Archivio delle Voci">Archivio delle Voci</a>,&nbsp;la cui vita scorre nelle mani di Giulia Nataloni. Da una parte c'è
sicuramente di l'esigenza di digitalizzare per risparmiare spazio
nell'archiviazione, ma dall'altra c'è la volontà di rendere
visibile per lo meno l'intensità dello sforzo. «Sono tutte piccole
iniziative, piccoli percorsi di ricerca finanziati da interlocutori
diversi», spiega Sorcinelli, «ma accomunati dallo sforzo di
raccogliere un corpus metodologicamente corretto di storie orali».</p>
<p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; " align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; " align="JUSTIFY">Accanto
al valore del contenuto delle storie di vita, non si può non
sottolineare l'importanza documentativa della voce in sé. Nel
raccontare e nel raccontarsi, ognuno di noi si emoziona per alcuni
episodi, passa indifferentemente su altri. Motivo per cui non ci sono
tracce fisse per le interviste, ma hanno l'obiettivo psicologico di
lasciar fluire il più possibile il racconto, nell'unico caso di
«documenti che si costituiscono con la partecipazione attiva dello
storico stesso».</p>
<p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; " align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; " align="JUSTIFY">La
narrazione in prima persona, inoltre, ci restituisce molto di più di
quanto non riesca a fare un archivio di documenti. «Di tutti i fatti
che avvengono nel mondo, solo una piccola parte finisce per un
qualche motivo dentro a un archivio di qualche tipo. E di questi,
magari, se ne salvano solo una parte per le guerre, gli incidenti,
l'umidità o altro», sottolinea Sorcinelli. L'archivio delle voci e
il laboratorio per la memoria del quotidiano vanno proprio a colmare
i “buchi” tra i fatti, scovandone di nuovi che rischiavano di
essere dimenticati. È il caso di un paese delle colline appenniniche
raccontato da oltre cento abitanti di diverse età che diventa lo
specchio di una trasformazione, quella del passaggio da paese
agricolo a industriale, che l'Italia ha vissuto nel secondo
dopoguerra. Oppure quella dei capitani d'impresa, in un paese
intessuto di realtà medio-piccole, che normalmente non sarebbero mai
rimaste per i posteri.</p>
<p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; font-style: normal; line-height: 150%; " align="JUSTIFY"><br></p>
<p style="text-align: left;margin-bottom: 0cm; font-style: normal; line-height: 150%; " align="JUSTIFY">
Oggi, l'archivio delle voci è a disposizione di tutti gli storici,
dei narratori, di coloro che vogliono lavorare su queste fonti per
ricerche, narrazioni, rielaborazioni. Il sito che rispecchia almeno
in parte la ricchezza di materiale raccolto dai ricercatori e dagli
studenti, ma che è soprattutto un punto di riferimento per chi ha
voglia di immergersi in una narrazione che i media tradizionali e i
libri di storia, intesi come quelli scolastici, non riflettono.
Uscendo dal rifugio, nella tiepida aria di tarda mattina romagnola, i
capannelli di persone che si fermano a chiacchierare non sembrano più
conversazioni private e banali, ma punti di una rete più grande,
quella della nostra stessa memoria.</p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>La matematica per misurare la biologia</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=33</link>

		<pubDate>1 Dec 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p>La matematica e la statistica entrano, quotidianamente, nei laboratori e
nelle ricerche dei biologi. Non solo perch&#233; non c&#8217;&#232; modo di misurare e
descrivere il mondo degli oggetti viventi senza una attenzione
all&#8217;incertezza e all&#8217;approssimazione ma anche perch&#233;, sempre pi&#249;, la
biologia produce valanghe di dati che devono necessariamente essere
analizzati con occhio e strumenti matematici per poter dare risultati e
interpretazioni significative. Ne abbiamo parlato con <a href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=mirko.degliesposti%40unibo.it">Mirko Degli Esposti</a>, direttore del <a href="http://www.matematica.unibo.it/Matematica/default.htm">Dipartimento del dipartimento di Matematica dell'Universit&#224; di Bologna</a> e autore, con due
colleghi, del libro <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/matematica-scienze-vita-benedetto-dario/libro/9788808183361">"Matematica per le scienze della vita"</a> (Casa
editrice ambrosiana).<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Tutti pazzi per la statistica</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=36</link>

		<pubDate>1 Dec 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p><a  href="http://www2.stat.unibo.it/giannerini/">Simone Giannerini </a>del Dipartimento di Statistica dell'Universit&#224; di Bologna ci racconta come la statistica sia sempre pi&#249; cruciale per capire meglio le scienze biologiche. Ma non solo. Alle prese come siamo ogni giorno con una mole crescente di dati, quel qualcuno che sappia gestire, catalogare e analizzare i dati diventa molto ricercato e "sexy". Dal <a  href="http://www.ornl.gov/sci/techresources/Human_Genome/home.shtml">progetto Genoma</a> al funzionamento di <a  href="http://www.progettoinsider.it/gest/www.google.it">Google</a>, sono tutti pazzi per la statistica. L'intervista &#232; estratta dalla puntata di<a  href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/"> Pigreco Party</a>, andata in onda il 29 novembre 2011 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo- radio metropolitana di Bologna.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Una ricerca double-face</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=9</link>

		<pubDate>1 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p><p style="margin-bottom: 0cm">Dove la cittadella del Policlinico S.
Orsola-Malpighi si affaccia su via Massarenti di Bologna, arteria della citt&#224;
vera e propria, si trovano i padiglioni di pediatria. E nel pi&#249;
vecchio dei due edifici, nel <a  href="http://www.aosp.bo.it/content/ambulatorio-di-endocrinologia-pediatrica">reparto di Endocrinologia pediatrica</a>,
c&#8217;&#232; il <a  href="http://www.aosp.bo.it/content/laboratorio-di-genetica-molecolare">Laboratorio di genetica molecolare</a>. &#200; uno dei tanti
laboratori dalla doppia vocazione: luogo di diagnostica e di ricerca,
in parte ospedaliero e in
parte universitario. Qui
Annalisa Nicoletti, biologa specialista in genetica medica, si occupa
di malattie rare e vorrebbe continuare a farlo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Quali sono le malattie che
diagnosticate e studiate?</b><br>Si tratta di patologie legate
soprattutto a deficit di ormoni: della crescita, tiroidei, del
differenziamento sessuale oppure legati al funzionamento
dell&#8217;ipofisi. Sono malattie molto rare, di cui abbiamo una
casistica piuttosto ampia, essendo centro di screening che raccoglie
pazienti da tutta l&#8217;Emilia Romagna e da altre regioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Sono tutte malattie ereditarie&#8230;</b><br>S&#236;, sono legate a geni specifici,
trasmessi secondo le leggi di Mendel. Anche se il meccanismo &#232; pi&#249;
complesso e ormai si fa fatica a definire, da un punto di vista
teorico, le malattie mendeliane. Comunque effettuiamo analisi
molecolari che hanno un valore diagnostico, perch&#233; permettono di
individuare le mutazioni che causano le diverse malattie. Un&#8217;altra
parte del lavoro &#232; invece vera e propria attivit&#224; di ricerca.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>E in cosa consiste?</b><br>Si tratta di ricerca clinica. In alcuni
pazienti pu&#242; capitare di trovare mutazioni nuove, che non sono state
descritte prima nella letteratura scientifica. In tal caso, si
svolgono studi funzionali. Si clona la mutazione e si cerca di
determinare l&#8217;effetto di questa mutazione <i>in vitro</i>, in modo
da avere un&#8217;idea di quello che pu&#242; essere l&#8217;effetto reale sul
prodotto di quel gene. E capire, in pratica, come l&#8217;attivit&#224; di
quella proteina, recettore o fattore di trascrizione sia alterata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Sembra un&#8217;indagine piuttosto
complessa&#8230;</b><br>Per questi studi serve anche molto
tempo e alcune dotazioni particolari. Come la camera bianca per i
batteri o una serie di attrezzature per mantenere le colture
cellulari, che qui non abbiamo. Ci appoggiamo al Centro unificato di
ricerca biomedica applicata oppure in altre citt&#224; o anche
all&#8217;estero.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>E nel caso in cui non seguiate tutto
l&#8217;iter?</b><br>Segnaliamo le nuove mutazioni,
pubblicando. Lo studio comporta in questo caso un lavoro di
screening, per vedere che la mutazione sia realmente nuova e non si
tratti di un polimorfismo. E si fanno ipotesi. A volte si pu&#242;
dedurre qualcosa dalla struttura tridimensionale della proteina. Se
ad esempio un aminoacido da idrofobico diventa polare, cambia la
struttura complessiva. Ma, si tratta proprio di supposizioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Quanto spazio dedichi alla ricerca?</b><br>Circa la met&#224; del mio tempo. Anche
perch&#233; c&#8217;&#232; la parte di ricerca che riguarda la sperimentazione di
nuove tecniche e protocolli di analisi. Per il resto seguo la parte
di diagnostica, che &#232; l&#8217;attivit&#224; pi&#249; ospedaliera.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Ma sei assunta dall&#8217;ospedale?</b><br>No, formalmente sono dipendente
dell&#8217;universit&#224;, in qualit&#224; di tecnico laureato. In molti
laboratori &#232; cos&#236;, c&#8217;&#232; personale universitario che svolge un
lavoro anche per l&#8217;ospedale. Normalmente queste persone possono
convenzionarsi, cio&#232; essere equiparate a figure professionali
dell&#8217;ospedale e acquisirne i diritti e i doveri.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Tu faresti questo passaggio?</b><br>Purtroppo non &#232; semplice. Il problema
&#232; che le carriere universitarie e quelle ospedaliere sono diverse e
a volte non si riesce a fare un&#8217;equiparazione. Il mio &#232; uno di
questi casi atipici, perch&#233; la figura di tecnico all&#8217;universit&#224; &#232;
a un livello pi&#249; alto rispetto all&#8217;ospedale. In pratica non mi
viene riconosciuta la mia reale qualifica, che corrisponderebbe a
quella di biologo dirigente. Anche se &#232; il tipo di lavoro che sto
gi&#224; svolgendo e se ho una specializzazione&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Scusa, ma mi sto perdendo&#8230; perch&#233;
non puoi essere equiparata a biologo dirigente?</b><br>Perch&#233; nel regolamento di riferimento
non &#232; scritto espressamente che avere una specializzazione in
genetica medica di quattro anni, come ho io, debba essere considerato
un titolo aggiuntivo per ottenere un ruolo di dirigente
nell&#8217;ospedale. Per ora &#232; cos&#236;, ma forse le cose cambieranno.
Forse ci sar&#224; un accordo tra universit&#224; e ospedale, grazie al quale
potr&#224; essere istituita un&#8217;apposita commissione per risolvere
questi casi difficili. Ma non sono molto ottimista, perch&#233; la
differenza di stipendio tra un tecnico e un biologo dirigente &#232; di
circa mille euro al mese.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Se all&#8217;universit&#224; fossi
ricercatrice sarebbe pi&#249; semplice?</b><br>Certo, ci sono stati tanti casi simili
in precedenza. &#200; la mia speranza. Ho anche il dottorato di ricerca,
proprio in endocrinologia pediatrica, che mi permette di tentare la
carriera universitaria. Si tratta di aspettare i concorsi e tentare.
Un&#8217;altra strada per continuare a fare questo lavoro &#232; partecipare
direttamente ai concorsi per biologi dirigenti, ma sono ancora pi&#249;
rari, anche considerando altre citt&#224;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>La tua situazione &#232; atipica, ma hai
un contratto a tempo indeterminato&#8230;</b><br>In questo sono molto fortunata. Qualche
anno fa avevo cercato di sondare la situazione di altri laboratori.
Avevo preparato un questionario, da compilare in forma anonima, per
capire la diffusione del precariato e portarla all&#8217;attenzione
pubblica. Ma la scarsa partecipazione, mi ha scoraggiato. Non volevo
denunciare solo la precariet&#224;, ma il limitato investimento nella
formazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>In generale sei soddisfatta della
tua situazione?</b><br>Mi piace sia svolgere attivit&#224;
assistenziale per l&#8217;ospedale, sia poter fare ricerca. Ma vorrei
anche vedere riconosciute le mie competenze e poter avere pi&#249;
autonomia, sempre lavorando in gruppo. E poi penso spesso ad
avvicinarmi a Rimini, dove vivo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Ti pesa molto il pendolarismo?</b><br>In realt&#224; me la cavo bene. Forse
perch&#233; sono un po&#8217; iperattiva. Ma gli orari dei treni sono buoni.
Arrivo a casa e riesco a fare la spesa, a cucinare, a fare tutto. Due
volte a settimana ho gli allenamenti di pallavolo e la domenica c&#8217;&#232;
la partita di campionato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Certo che davvero le energie non ti
mancano&#8230;</b><br>&#200; un campionato per le vecchie come
me&#8230; ma la pallavolo &#232; sempre stata la mia passione. Un&#8217;altra
cosa che mi diverte molto &#232; cucirmi i vestiti. Me li invento io, &#232;
una cosa abbastanza artigianale e si vede. Ora ho una macchina
ipertecnologica e faccio pantaloni, maglie e vestiti.<br><br>Questa intervista &#232; stata raccolta nel novembre 2007.<br></p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Chiamateli fenomeni...naturali</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=12</link>

		<pubDate>1 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

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		<description><![CDATA[<p><p style="margin-bottom: 0cm">Si
intravedono i tetti all'ultimo piano del <a  href="http://www.geomin.unibo.it/">Dipartimento di Scienze
della Terra e Geologico-Ambientali dell'Universit&#224; di Bologna</a>, che si protende sopra il <a  href="http://www.museocapellini.org/">Museo geologico Giovanni Capellini</a>. L'annessione &#232; piuttosto recente e si
respira ancora un'aria di nuovo nel lungo corridoio dal soffitto
basso. Entro in una delle tante porte, una stanza che ospita appena
una scrivania e una libreria. &#200; l'ufficio di <a  href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=mario.martina%40unibo.it">Mario Martina</a>,
ingegnere del <a  href="http://www.hydro.unibo.it/index.htm">gruppo di ricerca in Idrologia</a>, che tra fiumi in piena
e filosofia coglie la sfida di definire l'incertezza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Come
sei arrivato da ingegneria a questo dipartimento?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Subito
dopo la laurea ho vinto una borsa di studio e sono stato circa sei
mesi a Newcastle. Mentre ero ancora in Gran Bretagna ho vinto il
dottorato in modellistica fisica per la protezione dell'ambiente e
sono approdato qui.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Modellistica
fisica... in pratica di che si tratta?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Pi&#249;
che di un tema, si tratta di un metodo e questo secondo me era
l'aspetto pi&#249; bello del dottorato. Si studiano modelli fisicamente
basati per descrivere diversi fenomeni naturali, riguardanti
idrologia, geologia e geotecnica, vulcanologia e fisica
dell'atmosfera. Una sorta di dottorato dei quattro elementi, vista la
variet&#224; di temi, ma con il filo conduttore dell'approccio
metodologico comune.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Un
dottorato in parte americano...</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sono
stato per sei mesi negli Stati Uniti, al Mit. Era un ambiente
entusiasmante, tanto che ho avuto pi&#249; volte la tentazione di
rimanere. Anche in seguito, quando sono stato per un periodo
nell'Oregon. La differenza si vede soprattutto nelle potenzialit&#224;.
In Italia non ci sono solo limiti legati alle risorse, ma anche
culturali. La ricerca viene quasi considerata un'attivit&#224;
collaterale all'interno dell'universit&#224;. Non si crede che possa
essere produttiva anche in termini culturali ed economici.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Cosa
ti ha spinto a decidere di tornare?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Se
dovessi rispondere di slancio, direi mia moglie. Quando eravamo a
Corvallis, nell'Oregon, ho ricevuto una proposta per andare a
Stanford, per tre anni. Alla fine non me la sono sentita di decidere
solo sulla base delle mie esigenze professionali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Quindi
hai tentato la via della ricerca in Italia...</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">S&#236;
e un altro elemento determinante &#232; stata la prospettiva di lavorare
con un professore molto in gamba. Una persona piuttosto libera
nell&#8217;ambito del mondo accademico. Un&#8217;autorit&#224; in fatto di
calamit&#224; naturali, argomento di cui mi occupo. Mi piace molto quello
che faccio, ora ho ancora un anno di assegno, ma mi sono detto che se
non riuscir&#242; a stabilizzarmi in questo periodo, prender&#242; in
considerazione altre opportunit&#224;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Le
tue ricerche riguardano modelli, ma dalla teoria arrivi anche alla
pratica?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Questo
&#232; uno degli aspetti interessanti, perch&#232; ho la possibilit&#224; di
parlare di &#8220;aria fritta&#8221; e allo stesso tempo di realt&#224; concrete.
Ci siamo interessati di aspetti teorici, ma anche di sistemi
operativi, ad esempio collaborando con l&#8217;Arpa Emilia-Romagna su
sistemi di previsione di piena. Recentemente siamo venuti in contatto
con il Willis Research Network, cio&#232; con una rete di ricerca creata
da una compagnia inglese che si occupa di riassicurazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>In
effetti la valutazione del rischio &#232; un bel problema per loro...</b>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Hanno
avuto l'intraprendenza di creare ad hoc un gruppo di esperti,
piuttosto che attingere da ricerche gi&#224; fatte. Noi siamo stati i
primi membri al di fuori della Gran Bretagna, ma la rete si sta
allargando. L'idea &#232; avere referenti per temi e per aree
geografiche, visto che &#232; importante la conoscenza del territorio per
studiare i rischi naturali. Al di l&#224; degli interessi della
compagnia, svolgere ricerche in un simile contesto crea una forte
motivazione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>In
Italia, con la variet&#224; di rischi a cui siamo esposti come ci si
comporta?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ci
troviamo in una situazione paradossale. Lo Stato in questi anni ha
continuato, in maniera ipocrita, a spendere per ripagare i danni da
calamit&#224; naturali, investendo molto poco nella ricerca. Anche solo
una piccola parte di quei soldi, spesi per capire come localizzare le
risorse in base alla distribuzione dei rischi, avrebbe fatto
risparmiare molto denaro.  Lo Stato dice non assumersi il rischio, ma
in realt&#224; lo fa, per consuetudine, visto che nessuna legge lo
obbliga.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Ma
che significa gestire male le risorse?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il
Po, ad esempio, come ogni fiume, ha diversi spazi che gli competono.
I margini pi&#249; ampi, le piane alluvionali, vengono occupati magari
ogni dieci anni, in concomitanza con precipitazioni eccezionali. Ci
siamo appropriati di quegli spazi, per attivit&#224; agricole o
industriali, costruendo argini sempre pi&#249; alti. Ma questo non ci ha
messo al riparo dai rischi, perch&#233; l&#8217;alveo del fiume si &#232;
gradualmente innalzato, fino a superare la pianura circostante.
Parliamo di calamit&#224;, ma si tratta di fenomeni naturali, che creano
danni se abbiano l&#8217;arroganza di volerli controllare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Abbiamo
comunque degli strumenti che ci dicono quanto rischiamo?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Gli
strumenti ci sono, ma un aspetto molto difficile &#232; tradurre questo
rischio in termini utili per chi deve prendere le decisioni, a
livello amministrativo e politico. Nel progetto europeo Floodsite, di
cui siamo partner, ci sono anche psicologi, sociologi e politici che
collaborano insieme a ricercatori proprio su questo aspetto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Per
non rischiare di gridare al lupo&#8230;</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Il
costo di un&#8217;evacuazione inutile non &#232; solo economico, ma anche in
termini di credibilit&#224;. Nei sistemi che mettiamo a punto
consideriamo anche questi parametri e cerchiamo di tenere il pi&#249;
possibile nascosta la complessit&#224; dei modelli, per fornire
informazioni semplici, come una luce rossa in caso di situazione di
allarme.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Come
si fa a fidarsi di una previsione?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Le
previsioni, per loro natura, non possono essere deterministiche, ma
sono sempre associate a un&#8217;incertezza. La vera difficolt&#224; dei
modelli &#232; stimare questa incertezza e applicarla ai criteri
decisionali. E qui trovo ci sia anche una sfida intellettuale, da un
punto di vista epistemologico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Ti
interessi anche di filosofia?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Dopo
il dottorato mi sono iscritto a filosofia della scienza. In
particolare mi interessa capire quali sono i possibili approcci a un
problema, che siano deterministici, statistici o bayesiani. Non &#232;
solo importante definire l&#8217;incertezza, ma come si ragiona per
risolvere il problema.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Quale
&#232; l&#8217;aspetto dell&#8217;attivit&#224; di ricercatore che ti appassiona di
pi&#249;?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Mi
piace confrontarmi con gli elementi naturali, e non con problemi
predeterminati, come sono tipicamente quelli ingegneristici. Pormi
con grande umilt&#224; a risolvere i problemi, basandomi su dati molto
incerti. L&#8217;abilit&#224; non &#232; nel fare i calcoli, ma nell&#8217;individuare
gli aspetti importanti e trovare una via per descriverli. Mi piace
questa libert&#224; di pensiero. E un&#8217;altra cosa che trovo fantastica &#232;
la didattica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Credi
che sia un&#8217;attivit&#224; utile anche alla ricerca?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Per
me &#232; stata un&#8217;esperienza bellissima e sono stato anche fortunato
perch&#233; mi &#232; stato dato molto spazio. Ho costruito da zero
l&#8217;insegnamento di idrologia e rischio idrogeologico. Credo che
insegnare sia un&#8217;ottima occasione per imparare, oltre a essere
attivit&#224; emozionante da un punto di vista umano e di grande
responsabilit&#224;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>&#200;
un piacere sentire tanto entusiasmo&#8230;</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sar&#224;
anche perch&#232; &#232; un momento della mia vita molto felice, sono carico
di energie che mi arrivano da pi&#249; parti, dalla famiglia, dalle
ricerche, dagli studi di filosofia. In generale sono ottimista,
perch&#233; mi rendo conto di aver costruito qualcosa, una rete di
contatti internazionale che mi offre delle opportunit&#224;. Potrei anche
sospendere l&#8217;attivit&#224; accademica e continuare a fare ricerca per
la rete Willis, nella quale sono impegnato per i prossimi due o tre
anni. Per una generazione come la mia avere davanti tre anni &#8220;sicuri&#8221;
&#232; un sogno.&nbsp;
<br><br>Questa intervista &#232; stata raccolta nel novembre 2007.<br></p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Ginocchia meccaniche tra disegno e Caos</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=11</link>

		<pubDate>1 Nov 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=11</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p><p style="margin-bottom: 0cm">Appena
fuori porta, sul colle di San Michele in Bosco, sorgono gli <a  href="http://www.ior.it/">Istituti
Ortopedici Rizzoli</a>, famoso centro ospedaliero di Bologna. Forse meno nota &#232;
l&#8217;attivit&#224; di ricerca che viene svolta in questo complesso. <a  href="http://www.ior.it/ricerca-e-innovazione/Ing.%20Simone%20Bignozzi">Simone
Bignozzi</a>, ingegnere biomedico, mi apre le porte inaccessibili al
pubblico conducendomi nel <a  href="http://www.ior.it/laboratori/lab-di-biomec-inn-tec/laboratorio-di-biomeccanica-e-innovazione-tecnologica">Laboratorio di biomeccanica e innovazione tecnologica</a>, ai piani bassi
dell&#8217;ala pi&#249; nuova degli Istituti. Un locale come tanti, a parte
qualche femore e tibia in giro, dove Simone racconta la sua passione
per la meccanica, il disegno e il Caos&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Quelle&#8230;non
sono ossa vere?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">No,
sono di un materiale sintetico che simula le trabecole ossee. Ci
servono per visualizzare meglio i movimenti del ginocchio, quando
discutiamo tra noi o con i medici, e a fare delle prove. Il nostro
laboratorio infatti si occupa fondamentalmente di ginocchia, dal
punto di vista biomeccanico e ricostruttivo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Tu
cosa fai in particolare?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Mi
occupo di chirurgia assistita da calcolatore, il cui acronimo inglese
&#232; <a  href="http://www.ior.it/laboratori/lab-di-biomec-inn-tec/navigazione-robotica">Caos (<i>Computer Assisted Orthopaedic Surgery</i>)</a>. In pratica
sviluppiamo software, da usare in sala operatoria, che aiutano il
chirurgo a prendere decisioni pi&#249; accurate durante l&#8217;intervento.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Mi
puoi dire in due parole in cosa consiste?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Per
curare una patologia diffusa come l&#8217;artrosi, spesso si ricorre
all&#8217;inserimento di una protesi in titanio, polietilene o altri
materiali. In sala operatoria vengono messi due marcatori sulle ossa,
delle palline riflettenti rilevabili da telecamere a infrarossi.
Grazie a queste si ricostruisce l&#8217;anatomia del paziente, il
chirurgo vede sullo schermo di un computer una proposta di zone di
taglio dell&#8217;osso e pu&#242; confermarla o meno. In seguito con il
navigatore si controlla la correttezza del movimento del ginocchio.
Se tutto va bene si tolgono i marcatori e l&#8217;intervento &#232; concluso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Ma
viene usata normalmente?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">In
Italia l&#8217;impiego di questa tecnica non &#232; molto diffuso, al
contrario di Germania e Francia. Comunque si usa solo per operazioni
complesse. Nella chirurgia cerebrale oppure in ortopedia per la
chirurgia spinale, dove piccoli spostamenti possono causare grossi
danni. Questo laboratorio si occupa di Caos, da quando &#232; nata, circa
quindici anni fa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Quindi
a Bologna vengono effettuate operazioni assistite?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">S&#236;,
si fanno operazioni con il navigatore, ma non tutte. Lo scopo &#232;
quello di cercare di catturare l&#8217;esperienza del chirurgo bravo,
metterla nel computer, farla diventare numeri visibili e
comprensibili in maniera semplice e veloce.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Questo
tipo di operazione ha un buon successo normalmente?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Manualmente
riesce nel 95% dei casi. Ma la cosa fondamentale di questo tipo
d&#8217;intervento &#232; riallineare correttamente la gamba. E con un
sistema di navigazione &#232; pi&#249; frequente che riesca bene. Un altro
vantaggio &#232; che si riducono le dimensioni dei tagli, quindi la
riabilitazione &#232; pi&#249; rapida e meno dolorosa. Poi si raccolgono
molti dati utili alla ricerca. Non abbiamo cambiato l&#8217;ortopedia,
per&#242; cerchiamo di migliorarla.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>E
per far questo un ingegnere entra in sala operatoria&#8230; che effetto
ti fa?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">&#200;
una delle cose belle del mio lavoro. La sala operatoria &#232; un mondo
molto ritualizzato, dove c&#8217;&#232; fretta di fare, ma anche molta calma.
Si ripetono quotidianamente gli stessi gesti, per non sbagliare. &#200;
fondamentale per me esserci, conoscere i medici e il loro modo di
lavorare e trovare un linguaggio comune. Forse rompo un po&#8217; le
scatole, perch&#233; cambio i protocolli, ma visti i risultati, alla fine
sono tutti contenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Come
sei arrivato fin qui?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Mi
&#232; sempre piaciuta l&#8217;anatomia e disegnare. A diciotto anni mi sono
infortunato tirando di scherma e mi hanno operato. Mi hanno messo un
chiodo nella spalla, che &#232; ancora l&#236;, e la mia carriera agonistica
si &#232; conclusa. Ma forse &#232; stato allora che mi &#232; venuto il pallino
per l&#8217;ingegneria biomedica. E forse ha anche contribuito la mia
passione per la fantascienza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Quali
sono i tuoi autori preferiti?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Adoro
Iain Banks, un autore scozzese che si distacca dai grandi classici.
Di Asimov, che piace a molti, apprezzo solo i racconti brevi. Ho
amato molto Robert Heinlein, la sua scrittura e come raccontava di
astronavi, quelle vere, a forma di astronave, gigantesche e con
giganteschi motori.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>E
la fantascienza cinematografica?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non
mi interessa molto, ci sono troppi effetti speciali. Mi appassiona
invece il disegno tridimensionale e faccio parte di una community di
computer grafica in rete. Il fatto &#232; che mio padre &#232; un insegnante
di educazione artistica, quindi ho sempre vissuto in mezzo all&#8217;arte.
Mio fratello &#232; diventato designer, io invece non mi sentivo troppo
portato, quindi ho deciso di prendere un&#8217;altra strada, anche se la
vena artistica rimane.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Dicevamo
che deposte le armi hai cominciato l&#8217;universit&#224;&#8230;</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Ho
studiato a Padova, poi dopo un anno di lavoro, ho trovato questa
opportunit&#224; a Bologna. Sono un ricercatore un po&#8217; atipico, non ho
seguito l&#8217;iter classico che, in un contesto accademico, prevede il
dottorato. Anche perch&#233; questo laboratorio non fa riferimento alla
facolt&#224; d&#8217;ingegneria, ma a medicina e per gli aspetti tecnici &#232;
autonomo. Questo lavoro mi &#232; piaciuto fin da subito.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Da
quanto tempo lavori qui?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Da
sette anni. Ho un contratto annuale, ma rispetto alle borse di studio
che hanno altri ricercatori, mi ritengo soddisfatto. Chi coordina il
laboratorio &#232; una persona illuminata, che di anno in anno ci ha
procurato aumenti o incentivi. Poi ci sono le collaborazioni con le
aziende. Certo, non ho una Maserati, ma la vecchia Uno di mio nonno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Che
tipo di collaborazioni avete?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Collaboriamo
con aziende che fanno protesi, per le quali sviluppiamo navigatori ad
hoc. Ci finanziano e producono pezzi sulla base dei nostri prototipi.
Infatti un&#8217;altra cosa di cui mi occupo &#232; la progettazione di
strumenti chirurgici. Nell&#8217;officina che c&#8217;&#232; qui, il nostro
perito meccanico pu&#242; fare pezzi in alluminio, ma non in acciaio o
titanio. Stiamo lavorando anche con una ditta informatica, che sulla
base delle nostre indicazioni, &#232; molto pi&#249; brava e veloce di noi
nello sviluppo del software.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Oltre
alle protesi vi occupate di altri aspetti riguardanti il ginocchio?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Usiamo
il sistema di localizzazione delle ossa per studi di cinematica <i>in
vivo</i>, durante gli interventi. Si tratta di normali test di
stress, approvati dal comitato etico del Rizzoli, analoghi a quelli
che il medico fa durante la diagnosi. Sono molto pi&#249; utili dei test
<i>in vitro</i>. Ci siamo anche focalizzati sul legamento crociato,
problema per molti degli sportivi, e sulle tecniche usate per la sua
ricostruzione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Pensi
di rimanere in questo laboratorio o hai altre prospettive?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Mi
piace molto stare qui e fare ricerca. Certo ci vuole un po&#8217; di
spirito bohemien. In compenso c&#8217;&#232; la libert&#224; totale sul lavoro e
l&#8217;aspetto creativo. Non devi neanche tenere in ordine il
laboratorio&#8230; visto quello che c&#8217;&#232; qui. E poi c&#8217;&#232; la
possibilit&#224; di viaggiare, per congressi, e cogliere l&#8217;occasione di
prendersi piccole vacanze. Il giorno che mi stufo, cercher&#242; un posto
in un&#8217;azienda. Ma intanto in questo laboratorio le cose funzionano
bene&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Non
&#232; cos&#236; da altre parti?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Tra
i diversi Istituti ci sono circa duecento ricercatori, contando anche
i numerosi biotecnologi, che fanno un lavoro molto importante,
finalizzato alla prevenzione. E in altri laboratori non c&#8217;&#232; la
stessa attenzione nei confronti dei precari. Certo, la situazione &#232;
difficile in generale.&nbsp;
<br><br>Questa intervista &#232; stata raccolta nel novembre 2007.<br></p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Le malattie neglette non sono così lontane</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=38</link>

		<pubDate>6 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=38</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>Il chagas &#232; una delle malattie considerate "neglette", perch&#232; di poco interesse economico visto che colpisce fasce di popolazione con poche risorse. Endemica in Sud America non &#232; per&#242; solo una malattia esotica e la sanit&#224; pubblica italiana dovrebbe monitorare l'eventuale arrivo della malattia anche da noi. Se ne occupa a Bologna il Centro di Salute Internazionale dell'Universit&#224; di Bologna. Ce ne ha parlato Chiara Di girolamo, medico del centro e specializzata in sanit&#224; pubblica, nell'intervista andata in onda nella puntata di Pigreco Party il 4 ottobre 2011 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Farmaci non negletti in università</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=39</link>

		<pubDate>6 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=39</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>Leshmaniosi, Malattia del sonno, Chagas, Lebbra, Rabbia. Sono cinque tra
le pi&#249; conosciute malattie neglette, malattie poco conosciute nei paesi
occidentali, ma endemiche in Africa, Sud America e Asia. La ricerca
farmaceutica per trovare delle cure efficaci e non tossiche corre
lentissima nell&#8217;industria, ma nei laboratori delle universit&#224; si cercano
nuove strategie per nuovi farmaci. Ne abbiamo parlato con <b> </b><a  href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=marialaura.bolognesi%40unibo.it"><b></b>Maria Laura Bolognesi
</a>del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell&#8217;Universit&#224; di Bologna durante la puntata di Pigreco Party andata in onda il 4 ottobre 2011 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Il mestiere dei numeri</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=13</link>

		<pubDate>1 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=13</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p><p style="margin-bottom: 0cm">&#200;
proprio un appartamento, una delle tante emanazioni edilizie
dell&#8217;universit&#224;, che ospita un&#8217;appendice del <a  href="http://www.matematica.unibo.it/Matematica/default.htm">Dipartimento di
Matematica dell'Universit&#224; di Bologna</a>. Sono nell&#8217;ufficio di <a  href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=mirko.degliesposti%40unibo.it">Mirko Degli Esposti</a>, una
stanza molto luminosa, con alle pareti una lavagna, ma anche
Kandinsky, Andrea Pazienza e Pink Floyd. Professore ordinario, ma ben
lontano dall&#8217;essere un tipico accademico canuto, racconta il suo
&#8220;mestiere&#8221; di matematico in compagnia di caos quantistico, ma
anche di Gramsci, fumetti e musica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Non
sar&#242; la prima a chiedertelo, ma cosa fa un matematico?</b><br>In
effetti non &#232; una domanda inusuale. Mia nonna mi chiede ancora se
studio o lavoro, dopo vent&#8217;anni che mi sono laureato. Quando le
spiego che sono professore a matematica non riesce a credere che sia
un lavoro e torna a chiedermi se studio. Comunque&#8230; lavorare
all&#8217;universit&#224; significa avere molti impegni didattici e
accademici e solo il tempo che resta &#232; per la ricerca.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>In
pratica come fai ricerca?</b><br>Per
la maggior del tempo lavoro con altre persone, tranne quando scrivo,
perch&#233; non mi piace lavorare da solo. Riguardo al metodo credo che
ognuno abbia le proprie strategie, per&#242; non penso che esista la
folgorazione: il matematico pazzo davanti alla lavagna, che colto da
un lampo di genio, inventa il teorema. &#200; una ricerca fatta di
letture, di rapporto con gli altri e di tanto lavoro minimo, noioso,
quotidiano. Questo lo dico anche ai giovani, perch&#233; c&#8217;&#232; l&#8217;idea
che i matematici siano solo di due tipi: i geni e i nullafacenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Forse
l&#8217;interesse dei media per le storie e i personaggi stravaganti
contribuisce ad alimentare il mito, ma poi nella realt&#224;&#8230;</b><br>I
matematici sono ricercatori come tanti altri. Credo che ne esistano
tre categorie. Una &#232; quella delle persone geniali, che hanno una
marcia in pi&#249;. Sono bravissime, lavorano molto e a magari arrivano a
75 anni, che hanno dimostrato tutto, sono i padri della matematica
mondiale. Ne conosco tanti a Princeton, che nonostante la fama e la
genialit&#224; affiancano gli studenti, fanno i conti insieme a loro. Poi
ci sono i nullafacenti, piuttosto numerosi, in tutte le fasce di et&#224;.
Sono quelli pi&#249; frustrati e che frenano di pi&#249; il lavoro degli
altri.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>E
la terza categoria?</b><br>&#200;
la pi&#249; nutrita. Sono i mestieranti della ricerca. Non sono geni,
forse non cambieranno la fisica o la matematica del secolo, ma
lavorano onestamente, fanno tanta didattica e ricerca. Con un impegno
quotidiano, magari mettendoci mesi o anni a fare cose che persone
geniali risolverebbero in una settimana. Io spero, non vorrei peccare
d&#8217;orgoglio e non sta a me deciderlo, di appartenere a questa
categoria.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Ci
vuole passione per intraprendere la strada della ricerca&#8230;</b><br>Non
credo che si possa decidere di fare un dottorato, soprattutto in
matematica, senza passione. A volte non viene capito. Del resto credo
che, in generale, le scelte fatte per passione siano quelle che
premiano di pi&#249;. Io durante il dottorato, per cinque anni, ho
studiato cose assurde. Tutti i giorni matematica astratta e l&#8217;ho
fatto solo perch&#233; mi piaceva.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Di
cosa ti occupavi?</b><br>Di
caos quantistico, un argomento un po&#8217; ostico da spiegare, tanto che
per anni la mia famiglia e i miei amici hanno creduto che fosse il
titolo di un telefilm. In poche parole si tratta di studiare come un
sistema caotico classico si riflette a livello quantistico,
applicando cio&#232; la teoria che spiega il mondo subatomico. Provengo
dalla fisica e in particolare dalla meccanica quantistica, argomento
della mia tesi di laurea, ma mi sono innamorato dei suoi aspetti
matematici. Per me &#232; stato naturale passare al dottorato in
matematica, dove l&#8217;oggetto di studio diventava la pura teoria.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Hai
detto che hai studiato fisica?</b><br>Ho
scelto di fare fisica dopo il liceo e ho capito subito che mi
piaceva, ma ben presto sono passato alla matematica. Mi sono laureato
molto velocemente, poi sono partito. Prima a Berlino, poi negli Stati
Uniti per il dottorato e ho passato l&#236; diversi anni, occupandomi di
caos quantistico.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Ma
sei tornato in Italia&#8230;</b><br>E
sono diventato ricercatore. Ma ho passato ancora qualche tempo negli
Stati Uniti, come Visiting Professor. Poi solo brevi periodi
all&#8217;estero, a Berkeley e a Parigi. Non ho mai pensato di fermarmi a
vivere negli Usa. Sapevo di non poter aspirare a una cattedra a
Berkeley, al Mit o alla Columbia University. Tutto sommato tra
diventare un professore in un college di uno sperduto stato americano
e avere un&#8217;opportunit&#224; a casa&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>L&#8217;esperienza
all&#8217;estero &#232; stata importante?</b><br>&#200;
stata un&#8217;occasione che ho colto al volo. Credo che sia fondamentale
per un giovane che vuole fare ricerca. C&#8217;&#232; un po&#8217; di selezione,
soprattutto in alcune universit&#224;, ma se uno studente &#232; bravo riesce
a entrare in una scuola di dottorato americana. Io ho avuto la
fortuna di poter tornare a Bologna. Per vari motivi, ma spero anche
per capacit&#224; mie, perch&#233; a molte persone penso piaccia la maniera
in cui lavoro. Comunque questo &#232; il mio mestiere e lo avrei fatto in
ogni caso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>E
hai abbandonato il tuo telefilm preferito?</b><br>Non
proprio, nel senso che continuo a occuparmi di questioni di
matematica pura molto legate al caos quantistico. Ora sarebbe
difficile dirti in due parole di che si tratta. E allo stesso tempo,
da qualche anno, per interesse e per gli studenti che chiedono tesi,
ho cominciato un po&#8217; a sporcarmi le mani con i dati. Esiste un&#8217;area
di studio che sta nell&#8217;intersezione tra la teoria dei sistemi
dinamici, la meccanica statistica e la teoria dell&#8217;informazione. In
pratica si considera l&#8217;informazione come un oggetto matematico e
fisico, che pu&#242; essere formalizzata e manipolata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Qualcosa
di completamente diverso dal caos?</b><br>In
realt&#224; l&#8217;humus teorico &#232; lo stesso. Si utilizzano, ad esempio, i
concetti di entropia e complessit&#224; per analizzare il contenuto
informativo di stringhe. Anche in questo caso gli aspetti matematici
sono molto interessanti, ma allo stesso tempo hanno un&#8217;applicazione,
come l&#8217;attribuzione di un testo anonimo a un autore. Si usano
algoritmi, che date due stringhe, cio&#232; due testi, calcolano quanto
sono simili tra loro, sulla base della successione di caratteri,
senza considerare semantica e grammatica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>E
qui entra in scena Gramsci&#8230;</b><br>E
qualsiasi altro autore di cui ci siano testi di attribuzione certa,
da usare come riferimento. Il lavoro sugli scritti di Gramsci,
presentato l&#8217;anno scorso, ha dimostrato quanto questo metodo
funziona. Non so esattamente il perch&#233; e ha dei limiti, ma &#232; un
sistema pi&#249; affidabile, ad esempio, dei metodi semantici, che
considerano le parole. &#200; difficile dire dove sia lo stile di uno
scrittore, &#232; una combinazione di varie cose. Forse con la matematica
si coglie quella uniformit&#224; nelle strutture elementari del testo,
che &#232; il frutto di una parte inconscia dello scrittore.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Si
pu&#242; applicare questo metodo alla pittura o alla musica?</b><br>Il
problema &#232; concettualmente lo stesso, definire quanto due oggetti
sono simili, ma i metodi sono molto diversi, perch&#233; le informazioni
sono codificate in tutt&#8217;altro modo. Recentemente ho avuto uno
studente in tesi, che ha lavorato sulle immagini. Lo scopo del lavoro
era riconoscere lo stile di quattro fumettisti bolognesi. Ma credo
che in questo ambito ci sia ancora tanto da fare&#8230; cos&#236; come per la
musica, dove si &#232; ben lontani dalla classificazione automatica dei
generi musicali. Per non parlare della distinzione tra diverse
esecuzioni di uno stesso brano. &nbsp;
<br><br>Questa intervista &#232; stata raccolta nell'ottobre 2007.<br></p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Che ozono farà </title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=14</link>

		<pubDate>1 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=14</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p><p style="margin-bottom: 0cm">Non
&#232; difficile perdersi nel dedalo di costruzioni bianche e gialle del
<a  href="http://www.bo.cnr.it/">CNR (Centro Nazionale delle Richerche) di Bologna</a>, ma per fortuna ci sono anche i cartelli che portano le sigle dei
vari istituti. Seguendo l&#8217;indicazione per l&#8217;Istituto di
scienza dell&#8217;atmosfera e del clima, attraverso lunghi
corridoi, passo portoni, salgo scale. Trovo finalmente Palmira
Messina, fisica ambientale che si occupa dell&#8217;ottimizzazione di
un nuovo modello meteorologico. Servir&#224; non solo per le solite
previsioni, ma anche per stimare i livelli di sostanze inquinanti
nell&#8217;aria.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b>&#200;
molto che fai parte del gruppo di modellistica dell&#8217;atmosfera?</b><br>No,
sono arrivata da poco. Prima mi occupavo dell&#8217;impatto dei
cambiamenti climatici sul patrimonio culturale, sempre al Cnr. Il
progetto che ho seguito stava volgendo al termine, quindi mi sono
guardata in giro, volevo continuare a occuparmi di modellistica e
ambiente. &#200; stata una fortuna trovare questa possibilit&#224;
all&#8217;interno dell&#8217;istituto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Prima
clima, poi meteo, ma cosa significa occuparsi di modelli?</b><br>Stare
davanti a un computer&#8230; alle prese con questioni matematiche. In
particolare in questo progetto devo sviluppare <i>routine</i> di
assimilazione dei dati. &#200; un po&#8217; complicato da spiegare, ma in
sostanza si utilizzano tecniche matematiche e i dati sperimentali
raccolti per migliorare le performance del modello.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>I
dati che considerate si riferiscono a temperature, precipitazioni e
parametri simili?</b><br>Non
solo, perch&#233; il modello che stiamo studiando, <a  href="http://bolchem.isac.cnr.it/projects:bolchem.do">Bolchem</a>, &#232;
meteorologico e chimico. Cio&#232; consente di prevedere anche come
biossido di azoto, monossido di carbonio e altri inquinanti
evolveranno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>La
previsione degli inquinanti, per quel poco che so, &#232; un aspetto
nuovo&#8230;</b><br>Non
escludo che esista gi&#224; qualcosa del genere, ma credo che la realt&#224;
prevalente sia il monitoraggio degli inquinanti, non la previsione.
Un modello come Bolchem, che nasce da un altro modello sviluppato
qui, ha potenzialit&#224; molto interessanti. Ma &#232; ancora in fase di
ricerca e non so se verr&#224; utilizzato per fare previsioni o per
creare scenari d&#8217;inquinamento.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Hai
detto che tu ti occupi dell&#8217;ottimizzazione del modello&#8230;</b><br>S&#236;,
Bolchem &#232; gestito da un altro gruppo, con il quale collaboro.
Innanzitutto sto cercando di imparare, perch&#233; devo entrare bene nel
modello. Per ora ho affrontato la parte teorica dello sviluppo delle
<i>routine</i>. Non &#232; stato banale, ma mi piace molto questo
aspetto, perch&#233; mi permette di usare la testa. Ho cominciato da poco
a fare dei periodi di simulazione di prova, di qualche giorno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Cio&#232;
metti alla prova il modello utilizzando condizioni ambientali
passate?</b><br>In
pratica si individuano dei <i>case studies</i>. Uno di quelli scelti,
ad esempio, risale all&#8217;estate del 2004 quando ci sono stati picchi
di inquinamento fotochimico. Abbiamo creato una simulazione di quei
giorni e la parte matematica di cui mi occupo &#232; proprio finalizzata
a rendere la previsione pi&#249; aderente alla realt&#224;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Ti
sei gi&#224; occupata in passato di problematiche simili?</b><br>La
mia formazione in fisica ambientale, all&#8217;universit&#224; di Milano, &#232;
stata proprio su questo. Per la mia tesi di laurea mi sono occupata
di modellistica e monitoraggio degli inquinanti. Dopo la parentesi
nel gruppo di beni culturali, a cui prima accennavo, ora sono tornata
alla mia prima passione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Quindi
sei arrivata a Bologna fresca di laurea?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">S&#236;,
tre anni e mezzo fa, perch&#233; a Milano non si occupano di modellistica
dell&#8217;atmosfera. Ho mandato il curriculum al Cnr e a diversi enti di
ricerca, ma senza avere molte speranze. Poi c&#8217;&#232; stata
l&#8217;opportunit&#224; della <a  href="http://www.isac.cnr.it/~intatmat/intatmat.php">ricerca su beni culturali e cambiamenti
climatici</a> e ho deciso di cominciare questa avventura. All&#8217;inizio
ero un po&#8217; titubante, poi mi sono rassicurata ed &#232; andata bene. Mi
piace questo ambiente e poter avere a che fare con persone molto
aperte e intellettualmente vivaci. Ho trovato anche degli amici e
comunque non &#232; male avere una bella atmosfera nell&#8217;ambiente di
lavoro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Il
tuo gruppo com&#8217;&#232; composto?</b><br>Per
ora non siamo tanti, ma collaboriamo molto con altri gruppi. &#200;
piuttosto comune, per quello che vedo, che ci sia questa
frammentazione in Italia, quasi un retaggio storico dell&#8217;epoca dei
comuni. Senza considerare la questione del precariato&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Tu
in che posizione sei?</b><br>Nell&#8217;ambito
del progetto di tre anni, ho un assegno di ricerca annuale. &#200;
rinnovabile, ma non posso dire di avere la certezza per tre anni.
Dopo un po&#8217; ci si abitua all&#8217;incertezza. Quando nell&#8217;altro
gruppo il progetto stava per terminare mi sono subito guardata in
giro ed &#232; andata bene. Da poco ho cominciato anche il dottorato di
ricerca, sempre sulla modellistica meteorologica</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>E
dopo il progetto che stati seguendo&#8230;</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non
so cosa succeder&#224;, ma spero che aumentando l&#8217;esperienza sar&#224; pi&#249;
facile continuare in questo posto o trovarne un altro. &#200; un momento
difficile in generale, ma forse la situazione della ricerca &#232;
particolarmente critica. Non si pu&#242; fare conto sul precariato,
perch&#233; la vita pu&#242; portare a fare certe scelte, che non sono
compatibili con questa condizione. C&#8217;&#232; anche l&#8217;opportunit&#224; di
andare all&#8217;estero, nel caso non trovi nulla in Italia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Saresti
disposta a fare questo salto?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Non
lo so, per certi versi sono tentata. Sono molto legata alle mie
radici e fino a qualche tempo fa non sarei mai partita. Per&#242; facendo
questo lavoro mi &#232; capitato di viaggiare spesso e ho trovato molto
stimolante conoscere realt&#224; nuove. Ora credo che passerei alcuni
periodi, anche di qualche anno, all&#8217;estero. Per&#242; non so, perch&#233;
se in Italia uno se ne va, poi cosa ritrova quando torna, dopo due
anni che &#232; stato all&#8217;estero?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Sembra
un discorso gi&#224; sentito, ma in effetti&#8230;</b><br>Conosco
tante persone per cui &#232; stato difficile tornare o trovare una
posizione analoga a quella che occupavano all&#8217;estero. &#200; assurdo
che fuori dall&#8217;Italia la logica sia esattamente contraria: chi
trascorre periodi fuori &#232; ben visto e ben accolto, perch&#233; porta
nuove conoscenze e visioni. Ragionando in un&#8217;ottica europea, forse
anche il dottorato mi potr&#224; tornare utile, per spendermi in una
realt&#224; lavorativa pi&#249; ampia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Quindi
che lingua potresti parlare per qualche tempo?</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Francese.
A Parigi ci sono degli enti di ricerca con cui siamo in contatto, che
si occupano di modelli meteorologici simili ai nostri. Sar&#224; anche
una buona occasione per studiare un&#8217;altra lingua, sperando che la
mimica facciale aiuti un po&#8217; la comprensione. Non &#232; stato facile
decifrare i minimi movimenti labiali degli abitanti di Norwich, dove
sono stata tempo fa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Se
andrai, avrai modo di goderti la cucina francese&#8230;</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Certo,
ma in quanto a cucina amo molto fare da me. Trovo rilassante
cucinare, usare le mani, dopo una giornata passata a lavorare su
matematica e modelli. Poi amo molto l&#8217;aspetto conviviale della
cucina. A volte mi imbarco in imprese pi&#249; grandi di me&#8230; come la
preparazione di una montagna di peperoncini ripieni, che mi ha
provocato bruciori agli occhi e alle mani, ma ho voluto portare a
termine. Il mio interesse per la chimica trova sfogo in cucina&#8230;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Avresti
studiato chimica?</b><br>Era
un&#8217;idea, ma alla fine ho scelto fisica, perch&#233; mi attirava la
parte matematica. Mentre nella chimica vedevo troppa sperimentazione,
non mi sarebbe piaciuto stare tutto il giorno in laboratorio. E nella
matematica trovavo invece troppa astrazione. Il corso di fisica che
ho scelto, invece, aveva tutto quello che cercavo: matematica e
ambiente. Credo mi abbia dato una buona forma mentis.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><b>Una
passione dichiarata per la matematica&#8230;</b><br>Che
ho sempre avuto. Ma soprattutto il piacere di impegnarsi mentalmente,
di cercare di capire e risolvere un problema.&nbsp;
<br><br>Questa intervista &#232; stata raccolta nell'ottobre 2007.<br></p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Una carriera (eco)sostenibile</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=15</link>

		<pubDate>1 Oct 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_parole.asp?idMateriale=15</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p><p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">In
un&#8217;inaspettata oasi di tranquillit&#224;, in un vicolo del centro
storico, ha sede la struttura tematica dell&#8217;<a  href="http://www.arpa.emr.it/">Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) Emilia-Romagna</a> di <a  href="http://www.arpa.emr.it/bologna/">Bologna</a>, che si occupa di
pianificazione, progettazione e sviluppo di metodologie di analisi
ambientale. In un ufficio del primo piano trovo </font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><a  href="http://www.arpa.emr.it/dettaglio_persona.asp?id=599&amp;sezioni=-1&amp;aree=0&amp;nome=&amp;cognome=lussu&amp;incarico=&amp;attivita=&amp;sede=-1&amp;idlivello=27">Francesca
Lussu</a></font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">,
ingegnere ambientale, che nella realizzazione di progetti
sull&#8217;ambiente non vede solo un lavoro, ma un motivo di
arricchimento intellettuale e umano.</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><b>La
tua qualifica ricalca perfettamente il nome di questa struttura, come
sei arrivata qui?</b></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">S&#236;
pu&#242; dire che sia arrivata qui ancora prima di finire gli studi,
anche se per una via inusuale. Infatti ho scelto l&#8217;Arpa per
svolgere lo stage conclusivo di un corso di economia aziendale. Non
aveva niente a che vedere con i miei studi di ingegneria ambientale,
ma l&#8217;economia mi ha sempre attirato. Il corso &#232; stato molto
interessante e mi ha dato la possibilit&#224; di farmi conoscere in
questa agenzia.</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><b>E
perch&#233; proprio l&#8217;Arpa?</b></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Perch&#233;
ho sempre voluto lavorare in una struttura pubblica. Dopo lo stage,
la tesi, sempre qui, e il lavoro come Co.Co.Co., per due anni. Nel
2002 ho vinto il concorso per entrare in Arpa in qualit&#224; di
collaboratore tecnico professionale esperto, e sono stata assunta a
tempo indeterminato. Ed &#232; proprio quello che avevo intenzione di
fare.</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><b>Cosa
segui tu in particolare?</b></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">I
progetti dell&#8217;area energia, valutazione di impatto ambientale,
valutazione ambientale strategica&#8230;</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><b>Puoi
fare un esempio? </b></font></font></font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">L&#8217;animazione
delle aree rurali in ritardo di sviluppo dell&#8217;Emilia Romagna,
attraverso progetti di valorizzazione ambientale, riqualificazione
dell&#8217;offerta artigianale e rurale. Si tratta del programma
regionale </font></font></font><a  href="http://www.arpa.emr.it/ingamb/leader+.htm"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"></font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Leader+</font></font></font></a><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"></font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">,
finanziato dell&#8217;Unione Europea, che sto seguendo dal 2000. Oppure
un progetto che mi piace moltissimo, perch&#233; secondo me &#232; molto
attuale, che riguarda la stesura di linee guida per semplificare le
autorizzazioni degli impianti a fonti rinnovabili.</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><b>Si
tratta sempre di progetti&#8230;</b></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">S&#236;,
il lavoro a progetto &#232; una caratteristica di questa struttura in
particolare, data la sua origine come societ&#224; privata. La tipologia
di lavoro e la </font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><i>mission</i></font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">
sono un po&#8217; diverse rispetto ad altre strutture dell&#8217;Arpa, che si
occupa essenzialmente di monitoraggio e controllo.</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><b>E
questo aspetto ti piace?</b></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">&#200;
uno dei motivi per cui mi piace molto lavorare qui, poter fare cose
sempre diverse. Un altro aspetto molto importante per me &#232; essere
abbastanza autonomi nel lavoro, non aspettarsi che siano gli altri
che ti dicano cosa fare. Se hai delle idee cominci a divertirti&#8230; ad
esempio il video che abbiamo fatto per presentare i risultati del
</font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">progetto
Ramea</font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">,
pochi giorni fa. Si tratta di interviste alla gente sulla
sostenibilit&#224;, sui rapporti tra economia, societ&#224; e ambiente,
sull&#8217;informazione ambientale.</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><b>Idee
che vanno anche al di l&#224; del lavoro qui all&#8217;Arpa?</b></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">S&#236;,
che mi riportano in Sardegna, la mia terra, dove sto seguendo un
progetto di riqualificazione energetico ambientale di una spiaggia
nella zona di Buggerru, sulla costa occidentale. Vorremmo realizzare
un primo bagno prototipo, che potrebbe essere una </font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><i>best
practice</i></font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">,
una forma di turismo sostenibile in una regione in cui ormai con il
piano paesistico, per fortuna,  puoi solo riqualificare senza
costruire pi&#249; niente.</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><b>Un
bagno sostenibile, cio&#232; con un impatto minimo sull&#8217;ambiente?</b></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Con
tutte le strutture completamente rimovibili, con il riciclo di acqua
e l&#8217;impiego di fonti rinnovabili per la produzione di energia e
calore. Ma anche ad esempio la predisposizione di modellini per
l&#8217;educazione ambientale. Spero che il progetto vada bene e venga
finanziato, non per me, ma per la mia terra.</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><b>Ti
manca la Sardegna?</b></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Sono
venuta via quindici anni fa, per fare l&#8217;universit&#224; a Bologna e ho
un po&#8217; perso il contatto la realt&#224; di quella regione, con quello
che si sta facendo a livello politico, istituzionale. Questo progetto
&#232; anche un modo per recuperare questo contatto con i luoghi e con le
persone. Tra l&#8217;altro la zona &#232; una delle pi&#249; selvagge della
Sardegna, molto diversa dalla costa est, che conosco bene. Con dei
sistemi dunali unici, sempre battuta dai venti di nord ovest e ogni
giorno diversa.</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><b>Quanto
conta il contatto con le persone e il lavoro di gruppo?</b></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Per
me &#232; fondamentale. &#200; una fonte di stimoli inesauribile. Non lavoro
mai da sola. E i gruppi sono sempre eterogenei come formazione. Per
rimanere al progetto sardo, ad esempio, c&#8217;&#232; anche un ingegnere di
settantadue anni, che &#232; anche geologo, archeologo e artista. Una
persona incredibile, che realizzer&#224; la predisposizione dell&#8217;impatto
paesaggistico, tutto in china 0,1 in due fogli grandi come questa
parete, riproducendo tutta la realt&#224; come &#232; e come sar&#224;.</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><b>L&#8217;arte
sarda ha uno stretto legame con il territorio&#8230;</b></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Ne
abbiamo parlato a lungo con lui, che &#232; anche scultore. E trovo
affascinante la relazione che c&#8217;&#232; tra la geologia di quella parte
della Sardegna e la scultura. Avrai capito che non sono un ingegnere
fissata sui numeri.</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><b>L&#8217;entusiasmo
e l&#8217;intraprendenza non ti mancano&#8230;</b></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY" lang="it-IT"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">In
questa fase della vita &#232; proprio cos&#236;&#8230; mi sento molto fortunata
ad avere un posto fisso e per fare un lavoro che mi piace. La maggior
parte dei miei amici sono precari. Quanto all&#8217;intraprendenza, non
potrei farne a meno, se no il divertimento dov&#8217;&#232;?</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY" lang="it-IT">Questa intervista &#232; stata raccolta nell'ottobre 2007.<br></p></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Tu chiamala, se vuoi, efficienza energetica</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=37</link>

		<pubDate>29 Sep 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=37</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>Tutti parlano di emissioni di anidride carbonica in atmosfera e dell'impatto dei mezzi di locomozione come l'aereo. Ma cosa si pu&#242; fare davvero? <a href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=fabrizio.ponti%40unibo.it">Fabrizio Ponti</a>, docente di Propulsione aerospaziale presso l&#8217;Universit&#224; di Bologna, ci racconta cosa vuol dire ottimizzare la potenza e l&#8217;efficienza energetica di un motore, per avere mezzi di trasporto sempre pi&#249; "green". L'intervista &#232; tratta dalla puntata di <a href="http://radio.rcdc.it/programmi/pigreco-party/">Pigreco Party</a> andata in onda il 27 settembre 2011 sulle frequenze di Citt&#224; del Capo-radio metropolitana di Bologna.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Come ti metto a dieta (senza antibiotici!) il maiale </title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=34</link>

		<pubDate>14 Jun 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=34</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>Il maiale &#232; un animale simile all&#8217;uomo, tanto da poter essere
utilizzato come modello sperimentale della nostra specie.
Con <a href="http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=photo&amp;media=16267">Ester Grilli,</a> assegnista di ricerca presso la <a href="http://www.vet.unibo.it/Medicina+Veterinaria/default.htm">Facolt&#224; di Veterinaria
dell&#8217;Universit&#224; di Bologna</a>, abbiamo parlato di uso di antibiotici nell'allevamento del maiale: quando serve per evitare e curare le contaminazioni batteriche e quando invece va evitato nella dieta del nostro amico animale fornitore di prosciutto.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Tra zangolatura e proteomica del prosciutto cotto</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=35</link>

		<pubDate>14 Jun 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=35</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>Tecniche moderne come quelle della biologia molecolare e della proteomica possono aiutare a
determinare lo standard qualitativo della produzione di un alimento
tradizionale della regione Emilia-Romagna come il prosciutto cotto. Capita cos&#236; che un biologo
molecolare dell&#8217;Universit&#224; di Parma, <a href="http://farmacia.unipr.it/cgi-bin/campusnet/docenti.pl/Show?_id=mozzarelli">Andrea Mozzarelli,</a> collabori con i produttori locali e si scoprano pi&#249; cose di quanto non si possa immaginare.
Una passeggiata tra proteine e zangolatura, tra tradizione e innovazione.<br></p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>

		<item>
		<title>Se i coralli hanno la febbre</title>
		<link>http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=16</link>

		<pubDate>20 Feb 2011 00:00:00 +0000</pubDate>

		<dc:creator>formicablu</dc:creator>

		<guid isPermaLink="false">http://www.progettoinsider.it/prj_related_content_audio.asp?idMateriale=16</guid>
		
	
		<description><![CDATA[<p>Anche i coralli hanno la febbre?
Sembrerebbe di s&#236;, e bisogner&#224; trovare presto un medico che la
curi. <a  href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?UPN=s.goffredo%40unibo.it"><span style="font-weight: bold;">Stefano Goffredo</span></a><span style="font-weight: bold;"></span> non &#232; proprio un medico, ma un biologo che
<a  href="http://www.marinesciencegroup.org/staff/stefano1.htm">studia i coralli in laboratorio</a> presso il Dipartimento di Biologia
Evoluzionistica dell'Universit&#224; di Bologna e da vicino con le
immersioni. <a  href="http://www.coralwarm.eu/">Coral Warm</a> &#232; il nome del progetto finanziato dalla
Commissione Europea che co-coordina che studia gli impatti del
cambiamento climatico sui coralli e il mare.</p>
		]]></description>
		
		<content:encoded><![CDATA[  ]]></content:encoded>

		</item>


	</channel>
</rss>


